Creator/Author:Σιδέρη, Αλόη
 
Title:Greek Students at the University of Pisa (1806-1861), I-II
 
Title of Series:Historical Archive of Greek Youth
 
Nr. within series:21
 
Place of Publication:Athens
 
Publisher:General Secretariat for Youth
 
Date of Publication:1989-1994
 
Pagination:687
 
Nr. of vol.:2 volumes
 
Language:Greek - Italian
 
Subject:Education
 
Education-Higher
 
Spatial coverage:Greece - Pisa, Italy
 
Temporal coverage:1806-1861
 
Description:È ormai luogo comune evidenziare le analogie tra 1'evoluzione della storia greca e quella italiana durante il secolo scorso e sottolineare i legami storici tra i due popoli, i quali portarono, in quel periodo, a comuni schieramenti perfino ai campi di battaglia. Ancora più importante dell'impegno comune nell'insurrezione armata è, per la storiografia greca, la trasmissione, tramite la vicina Italia, di modeli ideologici dell'Europa occidentale nei tempi di fratture rivoluzionari. È stato in parte ammesso che i sistemi teorici provenienti dall' Europa occidentale trovarono più facilmente il modo di assimilarsi in Grecia se mediati dai codici dell'ideologia nazionale italiana; 1'Italia e la Grecia erano entrambe situate alia periferia dell'Europa occidentale e in più percorrevano, durante quel periodo, délie vie parallèle nel loro camino verso Pindipendenza nazionale. La présente ricerca esamina il periodo che va dal 1806 al 1861 e che, in gran parte, coincide con il Risorgimento italiano. Include la fase di preparazione e i quatro decenni successivi di lotte intraprese con l'aspirazione di realizzare l'idea di liberazione e di unità nazionale. Durante questi stessi secoli hanno luogo in Grecia degli awenimenti analogi: la fase di preparazione, I'insurrezione armata la liberazione, la lotta degli irredenti. Nel présente libro questo argomento viene affrontato da una particolare angolatura. La ricerca considéra uno dei canali di trasmissione délie idee e dei valori risorgimentali italiani in Grecia; segnala la presenza di studenti Greci nell'Università di Pisa durante gli anni in esame e cerca di discrivere le condizioni nei quali vissero, gli influssi culturali e ideologici que ne hanno guidato le scelte e la conseguente formazione dei loro contegni. L'assunto di ricerca è che gli studenti Greci ebbero un ruolo notevole nella vita universitaria e, su larga scala, in quella politica. D'altra parte il fatto di frequentare l'Università di Pisa durante quel periodo, in combinazione con le tradizioni culturali specifiche diversificate a seconda délie città e regioni di provenienza, contribui alla formazione del loro agire. Taie formazione influirà sul funzionamento degli studenti Greci anche dopo il loro rimparto e il loro inserimento nella popolazione attiva. Per verificare le ipotesi sudette è stato necessario esaminare accuratamente l'ambiente politico e culturale all'interno del quale vissero gli studenti Greci. Utilizzando come fonte principale la bibliografia italiana, la ricerca ripercorre concisamente la storia della Toscana durante tre periodi successivi: l'Occupazione francese, la Restaurazione, la Controrivoluzione. Descrive gli avvenimenti più important!, le istituzioni amministrative, le correnti culturali e politiche, le mentalità e i valori di quella società. Restrigendo il campo, lo studio ricostruisce l'ambiente di Pisa e della sua università mettendo in risalto l'evoluzione e la dinamica del clima politico e culturale all'interno del quale vissero gli studenti Greci. Dopo una descrizione assai concisa della storia dell'Università di Pisa, la ricerca considéra la partecipazione della comunità universitaria allé vicende risorgimentali: circolazione délie idée liberali, società segrete, insurrezione armata. La parte principale del libro sviluppa i seguenti terni: le posizioni che assunsero gli studenti Greci riguardo le vicende risorgimentali e il loro conseguente agire; il loro grado d'inserimento nel contesto sociale, i loro rapporti interpersonal! con i compagni italiani di corso e con i professori; il modo con oui essi effetuavano i loro studi, i loro rapporti con le comunità greche di Livorno e di Pisa, e in più alcuni aspetti particolari della loro vita privata. La ricerca — svolta soprattutto negli Archivi di Stato di Pisa e di Firenze — ha portato alla luce dati assai ragguardevoli: 840 Greci frequentarono l'Università di Pisa durante il periodo 1806-1861; la percentuale della loro presenza aU'Università registra un aumento progressive che va dai minimo di 2,89% delli anni 1806-1810 al massimo di 16,57% degli anni 1855-1859. Per quanto riguarda i luogi di provenienza, gran parte di essi vengono dalle Isole lonie e soprattutto da Cefalonia. Mérita pertanto la nostra attenzione il fatto che nel numéro dei Greci che studiarono in Italia è compresa un elevata percentuale di studenti provenienti da tutti i grossi centri urbani della libéra ed irredente Grecia e dalle comunità di Greci emigrati: Costantinopoli, Smirne, Patrasso, varie città di Candia, Giannina, Mitilene, Sira, Scio... A Pisa si recano perfino studenti dai più distanti focolai deU'Ellenismo (Alessandria di Egitto, Pietroburgo, Gesarea, Prussa, lesi, Bucarest) e dai più piceoli centri urbani della Grecia peninsulare ed insulare. Infine, tra le città d'origine degli studenti Greci si comprendono anche quelle città italiane ove allora fiorivano le comunità elleniche: Livorno, Pisa, Trieste, Genova. Per quanto riguarda l'inserimento dei Greci nel contesto universitario e nel quello più ampio della città, i dati rilevati dalla ricerca inducono alla conclusione che essi ne costituivano parte vitale e inseparabile. Vi sussistevano dei fattori particolari che favorivano l'inserimento degli studenti non Toscani e specialmente di quelli Greci: la lunga tradizione cosmopolite dell'Università; l'atteggiamento tollerante e perfino accondiscente (malgrado le sue oscillazioni) délie autorità toscane riguardo agli studenti; l'atteggiamento amichevole dei cittadini Pisani i quali erano ben coscienti del fatto che lo splendore e il benessere délia loro piccola città erano dovuti in gran parte al fascino che esercitava la sua Università; la circolazione nel corpo accademico di idee liberali con precisi riferimenti alla lotta per l'indipendenza greca e la presenza di un vivo interesse per i valori délia Grecia antica, sorella di Roma; le forti affinità tra le mentalità greche e quelle italiane dovute alla lunga tradizione di scambi culturali (soprattutto tral'Italia e le Isole lonie) e allé analogie tra le congiunture storiche dei due paesi, specialmente in quel periodo. Se inoltre si tiene conto che gli studenti Greci, recandosi a Pisa, apportarono con loro le esperienze rivoluzionari di un popolo che conduceva allora la lotta sanguinosa per la sua emancipazione nazionale, diventa ancora più spiegabile il loro schieramento con i compagni Italiani nel tentative di realizzare i loro ideali comuni. Inoltre, alla creazione di forti legami tra i due popoli, contribui fortemente l'universalità del carattere dei sistemi teorici che ispirarono e fecero da guida allé lotte parallèle dei Greci e degli Italiani. La ricerca archivistica, con il contributo dell'inerente bibliograîia, ha rilevato l'esistenza di alcuni casi di effetiva partecipazione dei Greci nel movimento intellettuale radicale, nelle società segrete e perfino nell'insurrezione armata. Ha dimostrato inoltre che essi mantennero tutte le caratteristiche di minoranza etnica e conservarono sempre viva la loro attenzione verso le sorti délia madré patria. Per quanto riguarda il bagaglio ideologico e l'apporto culturale degli studenti Greci ritornati in patria, fu déterminante l'influsso del fervente clima délia città di Pisa, délia sua Università e délia Toscana in générale. «Un énorme Gabinetto Vieusseux» viene definita l' Università di Pisa da un studioso Italiano. Non è necessario inoltrarsi in ulteriori dettagli per rendersi conto délia quantità, délia varietà e délia profondità délie incidenze ideologiche che suggellassero gli studenti Greci. Da una parte délia storiografia greca è già stato segnalato che 1'Italia, in quanto più vicina al centre del sistema politico-economico internazionale, îunse da tramite ideologico e propulsore per il movimento politico e culturale greco durante il période in esame. Il présente libro vuole solamente aggiungere ulteriori argomentazioni a sostegno di questa tesi e inoltre indicare, attraverso un elenco prolisso, alcuni dei fattori che furono responsabili di questa compenetrazione ideologica.
 
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Babylon surgebat superba, ubi Thebae, quarum urbium magnitudinem, splendoremque miserandae nunc etiam testantur ruinae. Tu sinu Heroopolitano trajecto, per Arabiae fines progrediens Judeam, Pheniciam, Syriam excurrens, Byzantium perventus, et Graecia, olim scientiarum sede, perlustrata, in patriam reversus es. Cumque Tibi satius sit consilium non in armis sed in toga versari, cumque itinerum molestiae, difficultates, pericula, te minime terrent, quod tibi in optabis est, Russiae, Alemanniae, Galliarum et Angliae celebriores Academias adire, pergas, opto, feliciter. Plurimum enim summorum virorum consuetudo, tibi afferet utilitatis, et doctrinae.

At vero, quid de Te dicam Nicolae Tipalde, qui e Cefalenia terra patria tua, ad nos perventus, et a bonis in Civilis jurisprudentiae studiis institutus, optimeque profectus, quo hodierno die gaudet honore Logothetus, eodem et tu gaudes, qui familiae nobilitate, et majorum gloria refulges, qui tanto scientiarum flagras amore? Proh mirum! Tu me bonas preces precatus es, ut de tuis, vel majorum laudibus, ne unum quidem proferam verbum. Votis tuis obsequar; et penitus sileam, sed hoc Tibi consequi minime datum est quod majores non sint hisce Patribus omni virtute cogniti. Etenim de Tipaldorum familia hoc eodem in loco iterum, ac saepius loquutus sum. Sia igitur, Juvenes, Bene incepta prosequimini. Patria a te, Logothete, gloriam discat; a te, Tipalde, modestiam.

Μετάφραση*

Επαινετικός λόγος εκφωνηθείς εν Πίσση τη 8η Απριλίου 1836 υπό του Josepho Cantinio, Ιππότου του Τάγματος των Γρηγοριανών και Ερμηνευτού των Ιερών Κανόνων. Εν τω εν Πίσση Πανεπιστημίω επί τη απονομή του Διδακτορικού Στεφάνου εις τους Επιτυχόντας Νέους.

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* Οι μεταφράσεις είναι της Αλόης Σιδέρη.

p. 535
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Αν μεγάλης τιμής άξιοι δέον όπως θεωρώνται και εάν περί εαυτών χρυσάς ελπίδας εμπνέουν εκείνοι, οίτινες εις την ακμήν της νεότητος επιθυμίαν μαθήσεως και υπέροχον προς τας επιστήμας αφοσίωσιν επιδεικνύουν, πλείονα και εξαιρέτως ευοίωνα θεωρώ ότι δυνάμεθα να προεικάσωμεν διά τον εξαίρετον νέον, ο οποίος ευρίσκεται ενώπιόν σας διά να λάβη από το εν Πίσση Πανεπιστήμιον των ιδίων μόχθων το έπαθλον. Ο Νικόλαος, υιός του Πέτρου εκ των κομητών Λογοθέτου, των οποίων πατρίς είναι η γλυκυτάτη Ζάκυνθος, ότε εις το ημέτερον Πανεπιστήμιον προσήλθε όπως επιδοθή εις τας σπουδάς της Νομικής, με σοβαρωτάτας δυσχερείας και οικογενειακάς φροντίδας απησχολημένος, τας σπουδάς επί τινα χρόνον διέκοψε· και μολαταύτα, μετά τόσον μέγα διάστημα, τόσην διανυθείσαν πορείαν, ότε εις ημάς επέστρεψεν, υφ' ημών δοκιμασθείς απέδειξεν ότι πάση δυνάμει την Νομικήν είχε θεραπεύσει. Ουδεμία όθεν υπάρχει αμφιβολία ότι σκοπός του είναι, τυχών του διδακτορικού διπλώματος, τας επιφανεστέρας της Ευρώπης ακαδημίας να επισκεφθή ίνα την επιστημονικήν κατάρτισίν του εμπλουτίση και τους διαπρεπείς εις τα Νομικά προγόνους του να υπερβή. Δεν σου απολείπει, προικισμένε υποψήφιε, ούτε η διάθεσις ούτε ο ζήλος ούτε η ευφυΐα διά να το κατορθώσης. Συ, από γένος ευγενέστατον κατάγεσαι. Η οικογένειά σου έλαβε των Λογοθετών το όνομα εις μνήμην και προς τιμήν του ενδοξοτάτου εκείνου Κότρωνος, όστις, προ τεσσάρων αιώνων, εντιμώτατα εν Βυζαντίω ήσκησε του Λογοθέτου το έργον. Την οικογένειάν σου η Ενετική Δημοκρατία διά του τίτλου των κομητών ετίμησε παραχωρήσασα εις αυτήν τας υπό των προγόνων κληροδοτηθείσας κτήσεις, από το ευεργέτημα των οποίων περίβλεπτον εις σε σώζεται ετήσιον εισόδημα· των οικείων σου το όνομα χρυσοίς γράμμασιν εις τα βιβλία της Πόλεως εκείνης είναι αναγεγραμμένον. Πόσοι άνδρες λογιώτατοι από τους προγόνους εκείνους εις τα ανώτατα, ως ο πάππος σου, διεκρίθησαν αξιώματα! Μήπως Ο προπάππος και ο εκ πατρός θείος σου δεν ανεδείχθησαν εις την διευθέτησιν των οικογενειακών υποθέσεων εξαίρετοι και εις την πατρίδα χρησιμώτατοι; Και τι περί του πατρός, γονέως φιλτάτου, να προφέρω; Ούτος, την ψυχήν όλην αφιερώσας εις την στρατιωτικήν σταδιοδρομίαν, μετά την κήρυξιν του κατά των Τούρκων πολέμου, εις τον ρωσικόν στρατόν υπηρέτησε και διά την πολεμικήν ανδρείαν και τα λαμπρά αυτού κατορθώματα τιμητικώτατα εις τον βαθμόν του Λεγεωναρίου προήχθη. Αλλά ούτε συ, βέλτιστε νέε, του πατρός κατά την δύναμιν της ψυχής υπολείπεσαι· διότι συ, εις το άνθος της ηλικίας σου, εις τόσας χώρας, έως και εις την απωτάτην Αφρικήν και εις της Ασίας τους δυσβάτους τόπους, έχεις πορευθή. Συ, διά των ορμητικών του Νείλου υδάτων αναβαίνων, εθεώρησας τα μέρη ένθα υπέροχος υψούτο η Βαβυλών, εθεώρησας τας Θήβας, πόλεις των οποίων το μεγαλείον και την λάμψιν μέχρι των ημερών μας μαρτυρούν οικτρά ερείπια. Συ, την Ερυθράν θάλασσαν διαβάς και πέραν των συνόρων της Αραβίας προχωρών, διέτρεξες την Ιουδαίαν, την Φοινίκην, την Συρίαν καί, εις Βυζάντιον αφιχθείς

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καί την Ελλάδα την άλλοτε έδραν των επιστημών την πανένδοξον περιοδεύσας, εις την πατρίδα επανέκαμψες. Εις σε λοιπόν αρμόζει μάλλον η παραίνεσις όχι εις τα όπλα αλλά εις τας επιστήμας να διαπρέψης, αφού των πορειών αι κακουχίαι, αι δυσχέρειαι, οι κίνδυνοι ουδόλως σε φοβίζουν. Διά σε ας ευελπιστώμεν εις της Ρωσίας, της Γερμανίας, των Γαλατών και της Αγγλίας τα λαμπρότερα πανεπιστήμια να πορευθής, εύχομαι, εν ευτυχία. Διότι εις σε αρμόζει πλείστων επιφανεστάτων ανδρών προγόνων το έθος της χρησιμότητος και της επιστήμης.

Και αληθώς, τι να είπω περί σου, Νικόλαε Τυπάλδε, ο οποίος εκ της Κεφαλληνίας, της πατρικής σου γης, εις ημάς αφιχθείς και υφ' ημών την επιστήμην του δημοσίου δικαίου διδαχθείς και με άριστα προκριθείς, με τον αυτόν ως ο Λογοθέτης τίτλον τιμάσαι σήμερον; Τους τίτλους του οίκου σου και των προγόνων την δόξαν φεύγεις, συ, όστις από τόσην προς τας επιστήμας αφοσίωσιν φλέγεσαι. Οποίον θαύμα! Συ, με θερμάς παρακλήσεις με καθικέτευσες ουδέ λέξιν να προφέρω ως ιδικόν σου ή των προγόνων έπαινον. Την επιθυμίαν σου θα σεβασθώ και τα πάντα θα αποσιωπήσω. Δεν είναι εν τούτοις δυνατόν η σιωπή αύτη να σου χαρίζεται πάντοτε διότι έχεις προγόνους, οιονεί πατρικούς, γνωστούς επί πάση αρετή. Εξ άλλου περί του οίκου των Τυπάλδων εις αυτόν τούτον τον τόπον κατ' επανάληψιν έχω ομιλήσει. Εμπρός λοιπόν, ω νέοι, κατ' ευχήν ό,τι ανελάβετε εξακολουθήσατε. Από σε, Λογοθέτα, η πατρίς ας διδάσκεται δόξαν· από σε, Τυπάλδε, σεμνότητα.

p. 537
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3

Di virtù e dottrine ha il petto caldo

Ποίημα προς τιμήν του Νικολάου Τυπάλδου Ιακωβάτου επ' ευκαιρία της απονομής του πτυχίου του (1836)

Ληξούρι, Αρχείο Ιακωβάτων, N1

Della faustissima circonstanza che il nobil

Signor Niccolò Tipaldo presa la laurea

in legge nell'I. e R. Università di Pisa

nell'anno 1836.

D'Atene e Arpino i celebri campioni

In facondia ed in jus, nell'alma vetta

Di Pindo a Giove a domandar disponi

A qual fra Cefalen questo s'aspetta

Inclito alloro, e il Dio, per più ragioni

Vo'che Cefalonia ciascum rispetta:

Ornate il crin di Niccolò Tipaldo

Che di virtù e dottrine ha il petto caldo!

Spronato dalla considerazion

Niccolò Caludi Corfuense

p. 538
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4

Majorum sequere clarissima exempla

Έπαινος προς τιμήν του Γεωργίου Τυπάλδου Ιακωβάτου κατά την απονομή του πτυχίου του (1837)

Ληξούρι, Αρχείο Ιακωβάτων, Γ2

Acroasis habita Pisis an. M.DCCCXXXVII

Ab Josepho Cantinio

Equite Gregoriano et SS. Canonum Interprete

In Pisano Athenaeo

Cum Georgius Tipaldus

Doctoribus gradu in Civili Jurisprudentia

Decoraretur

Letta il di 20 Giugno 1837

Per Giorgio Tipaldo di Cefalonia

Trahimur omnes laudis studio, et optimus quisque maxime gloria ducitur; sunt haec Tullii verba eloquentissima Orationem Archiam defendentis. Haec tamen minime dicenda

p. 539
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sunt de Tipaldorum familia Cephaleniae degente quorum plures ad nostrum Athenaeum accesserunt, quique cum Laurea corona fuerint decorandi, vie laudibus celebrarentur vel ad eorum nobilissimum genus spectantibus vel ad publica munera honorifica impleta, vel ad opes possessionesque latissimas, vel ad praeclaram erundem doctrinam, me ipsum Promotorem semper precati sunt.

Id effecit Nicolaus Tipaldus, huius candidati nostri Georgii frater amatissimus, transacto jam anno academico, atque idem effecerunt caeteri, qui in hoc ipso Athenaeo Lauream coronam adepti sunt, et hodie idem petit optimus hic adolescens, cui munus nobilissimum tradendi doctoris insignia, eo instante mihi demandatum est. Qua de re ne miramini, Patres Amplissimi, si ego, nulle tua Laudis honore vel familiam suam, vel illum afficiam, et efferam.

Nil igitur dicam de Jurisprudentiae studiis, quae in Corcyrense Athenaeo bene peregit. Nil dicam de majorum gloria domi, bellique adepta; nil de publicis muneribus, quibus coniuncti honestati fuerunt Civium utilitate quam maxima. Nil dicam de eius fratre Constantino, in Ionia Academia Doctore Decuriali Theologiae tradendae, Rectore alumnorum Ecclesiae Suae, et sacro magni nominis Oratore. Nil denum dicam, de sua in vos, Patres, voluntate et cultu, cum longo emenso itinere, marique trajecto, hum pervenevit ut laurea corona a Vobis tantum donaretur.

Quid igitur plura, ornatissime candidate, cum da tuis tuorumque virtutibus, minime patiaris me loqui? Magna, felix, suscipe itinera, totam Italiam terram beatissimam perlustra, Galliam ingredire et in omnem doctrinam et sapientiam egregie progressus redeas ad patrios lares, et in tuorum Civium utilitatem, et bonum Studia conferas tua. Maiorum sequere clarissima exempla ac virtutes; ex quibus modestia sit Tibi, ut fuit, comes fidissima. O Bono! Tu hodie Laudes reiecisti. Aliquas tamen Tibi ego tribui, illud Dioi Augustini

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memorans, "Laus humana non appetit a sapiente, sed subsequi debet Sapientes".

Autografo J. Cantini

Μετάφραση

Επαινετικός λόγος εκφωνηθείς εν έτει 1837 του Ιουλιανού Ημερολογίου υπό του Josepho Cantinio, Ιππότου του Τάγματος των Γρηγοριανών και Ερμηνευτού των Οσιοτάτων Κανόνων εν τω εν Πίση Πανεπιστημίω επί τη απονομή του διδακτορικού διπλώματος του Δημοσίου Δικαίου εις τον Γεώργιον Τυπάλδον.

Εξεφωνήθη τη 20η Ιουνίου 1837 προς τιμήν του Γεωργίου Τυπάλδου εκ Κεφαλληνίας.

Όλοι ελκόμεθα από την επιθυμίαν του επαίνου και άριστος όστις τα μέγιστα από τον πόθον οδηγείται της δόξης. Λίαν εύγλωττοι είναι αι φράσεις αύται από τον Υπέρ Αρχίου λόγον του Τυλλίου. Ουδαμώς εν τούτοις δύνανται αύται να λεχθούν περί της εν Κεφαλληνία διαβιούσης οικογενείας των Τυπάλδων, πλείστοι των οποίων εις το ημέτερον Πανεπιστήμιον εφοίτησαν, οίτινες, ότε διά του διδακτορικού στεφάνου να τιμηθούν έμελλον, εμέ αυτόν καθικέτευσαν ούτε διά το ευγενέστατον γένος των ούτε δι' όσα δημόσια καθήκοντα έχουν αναδεχθή ούτε διά τον πλούτον και τας ευρυτάτας κτήσεις ούτε διά την υπέρλαμπρον αυτών παιδείαν με επαίνους ως κατευόδιον να τους τιμήσω.

Τούτο έπραξεν ο Νικόλαος Τυπάλδος, του υποψηφίου μας αυτού αδελφός προσφιλέστατος, κατά το ήδη διανυθέν Ακαδημαϊκόν έτος, και τούτ' αυτό έπραξαν άλλοι, οίτινες εις το καθ' ημάς Πανεπιστήμιον τον διδακτορικόν στέφανον έλαβον και σήμερον το αυτό ζητεί ο έξοχος ούτος νέος, εις τον οποίον ταύτην την στιγμήν μοι ανετέθη να παραδώσω του διδάκτορος τα διάσημα. Όθεν μη θαυμάσετε, Εντιμώτατοι Πατέρες, αν εγώ δι' Επαίνου ουδενός εκείνον και την οικογένειάν του ούτε θα περιβάλω ούτε θα εξάρω. Ουδέν άρα θα είπω περί των της Νομικής σπουδών, τας οποίας εις το εν Κερκύρα Πανεπιστήμιον επιτυχώς ηκολούθησε. Ουδέν θα είπω περί της δόξης, ην οι πρόγονοί του εν τη πατρίδι και κατά τους πολέμους κατέκτησαν ουδέν περί των δημοσίων αξιωμάτων, με τα οποία τιμητικώς συνεδέθη το όνομά των διά την προς τους συμπολίτας των μεγίστην προσφοράν. Ουδέν θα είπω περί του

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αδελφού του δόκτορος Κωνσταντίνου, τακτικού καθηγητού της Θεολογίας εν τη Ιονίω Ακαδημία, ποιμένας των πιστών της Εκκλησίας του και ιεροκήρυκος μεγαλωνύμου. Ουδέν τέλος θα είπω περί της ιδικής του προς υμάς, Πατέρες, προθυμίας και λατρείας ότε, μακράν διανύσας χερσαίαν οδόν και θάλασσαν διαβάς, ενταύθα αφίχθη εις τούτο μόνον αποβλέπων, του διδακτορικού στεφάνου υφ' Υμών να αξιωθή. Προς τι λοιπόν να μακρηγορώ, εντιμώτατε υποψήφιε, αφού περί των αρετών σου και περί των αρετών των οικείων σου ρητώς απαγορεύεις να ομιλήσω; Μεγάλην, ω μακάριε, ας αναλάβης πορείαν, την γην της Ιταλίας την ευλογημένην άπασαν ας περιοδεύσης, εις Γαλατίαν ας πορευθής και, εις πάσαν επιστήμην και σοφίαν εξόχως επιδοθείς, εις τον οίκον των πατέρων σου ας επιστρέψης ίνα την επιστήμην σου επ' ωφελεία και επ' αγαθώ των συμπολιτών σου προσφέρης. Των προγόνων ακολούθησον τα λαμπρότατα παραδείγματα και τας αρετάς, εξ ων η σεμνότης ας είναι, ως υπήρξε, η πλέον πιστή συνοδοιπόρος σου. Ω βέλτιστε! Συ σήμερον τους Επαίνους απέρριψες. Ενίους εν τούτοις εγώ σου απένειμα, του Ιερού Αυγουστίνου εκείνο ενθυμούμενος: "Του εξ ανθρώπων επαίνου η έφεσις εις τον σοφόν δεν αρμόζει, αλλ' ο έπαινος να ακολουθή πρέπει τους σοφούς".

Αυτόγραφον J. CANTINI

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Solemnem Catholicae fidei Professionem emisit

Ο τύπος του πτυχίου (Verbale di Laurea) που διδόταν από το Πανεπιστήμιο της Πίζας στους Καθολικούς αποφοίτους του (19ος αι.)

Από το βιβλίο του Carlo Fedeli, I documenti Pontifici riguardanti l'Uuiversità di Pisa, Pisa, Mariotti, 1908

DIPLOMA DI LAUREA CONFERITO SOTTO RANIERI ALLIATA ARCIVESCOVO DI PISA.

IN DEI NOMINE. AMEN.

RAYNERIUS Alliata Omnipotentis Dei et Apostolicae Sedis gratia Archiepiscopus Pisarum, Insularum Corsicae et Sardiniae Primas, et in eis Legatus Natus et Pisanae Academiae Apostolica et Imperiali auctoritate Magnus Cancellarius.

Universis et singulis praesentes Litteras inspecturis Salutem in Domino sempiternam.

Quum plura sapienter, optimeque instituta fuerint praeclaris, ut Pisana Academia, quae antiquitate, Legibus, 

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eruditorum hominum frequentia, omniumque doctrinarum gloria ubique merito celebratur, nobilius adhuc florere, novisque in dies splendoribus fulgere posset, illud etiam veteri consuetudine, simulque Pontificum, et Caesarum auctoritate receptum fuit, ut egregii Viri qui ex singulis fere Orbis partibus ad ipsam confluxerint, emenso iam doctrinarum omnium cursu, meritis laudibus, atque sapientiae insignibus ornarentur. Ita nimirum adolescentes ipsi hac honestissima laudis cupiditate incensi Liberalibus Artibus, ac severioribus etiam disciplinis omnibus alacrius incumbunt, adeoque plurimi ex eadem Academia, veluti eximia optimarum artium altrice, prodire solent, qui sapientiae gloriam ubique tueri, atque feliciter augere possint, Eiusmodi certe Laudis scientiaeque amore inflammatus Dms N.N., cum egregiis disciplinis aliis, tum praesertim gravissimis Pontificii et Caesarei Iuris, ovvero, Theologiae, o, Philosophiae et Medicinae, studiis sedulam atque diligentem operam dedit, et quum primum ipsi licuit, ea optavit coram Nobis et Iuris Consultorum, ovvero, Theologorum, ο Philosophorum et Medicorum, Collegio exhibere ingenii doctrinaeque suae argumenta, quae ex Academiae Pisanae legibus illi feliciter exhibeant oportet, qui Doctorum hominum insignibus merito sunt a Nobis decorandi. Nos quidem, ut eximius hie Vir votorum suorum compos fieri posset, nostrum ad hoc locumtenentem elegimus, ac deputavimus Dmum Petrum Del Testa I. U. D. Primatialis Ecclesiae nostrae Canonicum, nostrumque Vicarium Generalem, cui die .... Mensis .... Anno Domini .... ab Exmis D. D. .... rite propositus egregius idem vir, legitimeque praesentatus fuit, ut, quemadmodum Academiae Legibus praescriptum est, postquam quatuor annorum spatio peritissimos, ovvero, per legitimum tempus, cultioris et solidioris Iurisprudentiae, ovvero, Theologiae, o, Philosophiae et Medicinae Magistros studiose et laudabiliter audivit, qui secundum eorum fidem et religionem, publicum et luculentissimum de huiusce viri praestantia 

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discere testimonium, coram eodem Vicario ipsorum Professorum accurato examini subiiceretur. Quandoquidem vero de iis quae in Canonico et Civili Iure, ovvero Dogmatica atque Morali Theologia, o, Philosophia et Medicina, continentur egregium doctrinae suae periculum fecit ac diu diligenterque interrogatus prompte appositeque adeo respondit, atque ubi opus fuit nitide accurateque adeo singula exposuit, ut de ipsius in Utroque Iure, ovvero Dogmatica atque Morali Theologia, ο Philosophia et Medicina peritia nullum sibi iam superesse dubium Exmi P. P. unanimi suffragio, nemine penitus discrepante declaraverint, indcirco Excrum Patrum ipsorum consilio, judicioque permotus idem Vicarius eximium Virum hunc dignum habendum esse decrevit, qui auctoritate nostra ad insignem Doctoratus gradum jure meritoque posset promoveri. Quamobrem quum hodierna die Iuris Consultorum, ovvero Theologorum, ο Philosophorum Collegium in Aedes hasce nostras per Vos convocatus fuisset, postquam eximius ipse Vir praesentia Vicarii nostri, et Excrum Promotorum suorum solemnem Catholicae Fidei Professionem a Tridentina Synodo, et fel. rec. Papa Pio IV praescriptam emisit; ipsique constanter servandae se obstrinxit, ovvero, quemadmodum etiam jureiurando ipso praeceptum a fel. rec. Papa Pio V Medicis iniunctum se servaturam promisit, idem Vicarius, ac Locumtenens noster auctoritate nostra, qua in hac parte fungimur, sibi concessa, eximium hunc Virum Dmum N. N. ita examinatum, et approvatum in Utroque iure — ovvero — Sacra Theologia ο Medicina Doctorem elegit, constituit creavit, et declaravit, ut ubique gentium Doctoris nomine, titulo, gradu, privilegiis, iuribus, immunitatibus, ac praerogativis omnibus fruatur, quibus Eximii Doctores alii hac ipsa auctoritate creati frui consueverunt, ut ille nimirum ubique gentium Utriusque Iuris Sententias exponere — ovvero —Sanas Litteras exponere ο Theologiam docere ο Medicinam docere, exercere, interpetrari, consilia edere, docere, iudicare possit, ceterosque actus

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omnes tum Pisis tum ubique exercere, qui a Doctoribus aliis in Academia Pisana creatis, probatisque exercentur. Consueta vero honoris, gradus, ac dignitatis huius insignia idem ornatissimus Dmus N. N. Doctorum numero iam inscriptus ab Eximo Dmo Promotore suo N. N. eadem ipsa auctoritate nostra recepit ; Lauream nimirum — ovvero — Biretum nempe, annulum, Libres amplexum simulque vota ut praeclara haec ingenii, doctrinaeque ornamenta, quae libenter ipsi concessimus, ad maiorem Dei gloriam, ipsius decus, communemque faustitatem dirigantur.

Ut autem praemissis omnibus, quae auctoritate nostra rite legitimeque peracta, atque a Nobis ipsis probata et confirmata sunt, perenne robur, ac indubium testimonium accedat, praesentes Litteras Cancellarii nostri manu subscriptas, consuetoque sigillo nostro munitas expediri, ipsique concedi iussimus.

Datum Pisis in Aedibus nostris Archiepiscopalibus, praesentibus D. D. N. N. et N. N. testibus ad id vocatis et rogatis die .... Mensis .... Anno Domini .... Pio VII Pont. Maximo sedente, et Ferdinando III Imp. et R. Principe Unghariae et Boemiae, Archiduce Austriae, et Magno Hetruriae Duce Feliciter Dominante.

Esistente nell'Archivio della Curia Arcivescovile di Pisa. Filza dei Dottori.

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ΔΙΑΤΑΓΕΣ ΓΙΑ ΤΟ ΠΑΝΕΠΙΣΤΗΜΙΟ

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Η Αυτού Αυτοκρατορική και Βασιλική Υψηλότης αναδιοργανώνει τα Πανεπιστήμια

Σχολές και μαθήματα (1840)

A.S.P. Università, A II 7, No 11

NOTIFICAZIONE

L'lllustriss. Sig. CAV. GAETANO GIORGINI Soprintendente alli Studi del Granducato, in esecuzione degli Ordini contenuti nel Biglietto della Imp. e Reale Segreteria di Stato del 29 Settembre 1840, rende pubblicamente noto il seguente Sovrano Veneratissimo.

MOTUPROPRIO

SUA ALTEZZA IMPERIALE Ε REALE riorganizza le Università di Pisa e di Siena nel seguente modo:

I. La Università di Pisa sarà costituita delle sei Facoltà

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1. di Teologia

2. di Giurisprudenza

3. di Filosofia e Filologia

4. di Medicina e Chirurgia

5. di Scienze Matematiche

6. di Scienze Naturali;

 tutte abilitate a conferire il grado di Dottore.

II. La Università di Sienna sarà costituita delle tre Facoltà

1. di Teologia

2. di Giurisprudenza

3. di Medicina e Chirurgia,

abilitate a conferire il grado di Dottore, e di un Collegio Filosofico composto di Professori delle Scienze preparatorie ed ausiliarie agli Studi speciali delle Facoltà.

III. Le Cattedre delle sei Facoltà dell'Università di Pisa saranno le seguenti:

Facoltà Teologica

1. Scrittura Sacra

2. Teologia Apologetica

3. Teologia Dommatica

4. Teologia Morale

5. Storia Ecclesiastica.

Facoltà di Giurisprudenza

1. Economia Sociale

2. Istituzioni di Diritto Romano

3. Istituzioni di Diritto Canonico

4. Istituzioni di Diritto Criminale

5. Pandette

6. Diritto Canonico

7. Diritto Toscano e Diritto Commerciale

8. Istoria del Diritto

9. Filosofia del Diritto.

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Facoltà di Filosofia e Filologia

1. Filosofia Razionale

2. Filosofia Morale

3. Storia ed Archeologia

4. Lettere Italiane

5. Lettere Greche e Latine

6. Lingue Orientali

7. Pedagogia.

Facoltà di Medicina e Chirurgia

1. Anatomia Umana

2. Fisiologia e Patologia

3. Materia medica e Farmacologia

4. Ostetricia e Chirurgia minore

5. Patologia Chirurgica

6. Patologia e Terapia medica speciale, e Clinica medica

7. Chirurgia Operatoria e Clinica Chirurgica

8. Veterinaria

9. Medicina Pubblica

10. Storia della Medicina

11. Teologia Morale

12. Storia Eccl.

Facoltà di Scienze Matematiche

1. Geometria e Trigonometria

2. Algebra

3. Geometria Analitica e Geodesia

4. Geometria descrittiva, e Architettura civile e Idraulica

5. Fisica Tecnologica e Meccanica Sperimentale

6. Calcolo Differenziale e Integrale

7. Matematica applicata alla Meccanica ed alla Idraulica

8. Fisica Matematica e Meccanica Celeste.

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Facoltà di Scienze Naturali

1. Fisica

2. Chimica

3. Mineralogia e Geologia

4. Botanica

5. Anatomia Comparata, e Zoologia

6. Agraria e Pastorizia

7. Geografia Fisica.

IV. Le Cattedre delle tre Facoltà della Università di Siena saranno le seguenti:

Facoltà di Teologia

1. Scrittura Sacra e Lingue Orientali

2. Teologia Apologetica

3. Teologia Dommatica

4. Teologia Morale

5. Storia Ecclesiastica

Facoltà di Giurisprudenza

1. Economia Sociale

2. Istituzioni di Diritto Romano, e Storia del Diritto

3. Istituzione di Diritto Canonico

4. Istituzione di Diritto Vriminale

5. Pandette

6. Diritto Canonico

7. Diritto Toscane e Diritto Commerciale.

Facoltà di Medicina e Chirurgia

1. Anatomia Umana e Comparata

2. Fisiologia e Patologia

3. Materia Medica e Farmacologia

4. Patologia Chirurgica, ed Ostetricia

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5. Patologia e Terapia medica speciale, e Clinica Medica

6. Chirurgia Operatoria, e Clinica Chirurgica

7. Veterinaria

8. Medicina Pubblica

V. Le Cattedre fuori delle Facoltà nell'Università di Siena, formanti un Collegio Filosofico preparatorio alla Facoltà, saranno le seguenti:

1. Filosofia Razionale e Morale

2. Lettere Greche e Latine

3. Geometria e Trigonometria

4. Algebra e Applicazioni dell'Algebra alla Geometria e Geodesia

5. Fisica

6. Chimica

7. Botanica e Storia Naturale.

VI. Saranno estese alla Università di Siena le disposizioni del Motuproprio del 4. Giugno 1840. riguardanti la durata dell'Anno scolastico, e la distribuzione degli esami.

Dato li Ventinove Settembre Mille-ottocento-quaranta.

LEOPOLDO

Per il Consigliere Segretario di Stato.

V. N. CORSINI.

LUIGI ALBIANI.

Dalla Soprintendenza alli Studj del Gran-Ducato

li 5 Ottobre 1840.

IL SEGRETARIO DELLA SOPRINTENDENZA

LUIGI BORRINI

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Απαγορεύονται τα σονέτα, τα άνθη και τα στεφάνια

Διαταγή για την πάταξη του πανεπιστημιακού κινήματος (1849)

A.S.P. Università, A II 7

NOTIFICAZIONE

L'infrascritto Cancellier Generale dell'I. e R. Università di Pisa, in adempimento della Commissione ricevuta colla Ministeriale del Sig. Cav. Prof. GIULIO PUCCIONI Provveditor Generale dell'Università medesima in data del 24. Ottobre corrente, si affretta a render note le appresso Sovrane Disposizioni, in conferma, aggiunta e riforma delle regole disciplinari veglianti.

Art. 1o. Gli Esperimenti che compangono l'Esame di Ammissione all'Università dovranno esser giudicati col debito rigore.

Nessuno sarà ammesso, a tali Esperimenti, se, oltre gli attestati voluti dagli Ordini attuali, non produca anche quello

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del Giudicente locale, che assicuri, sulla propria responsabilità, della buona condotta del Giovine Ammittendo nei rapporti politici.

Art. 2o. I Forestieri non saranno ammessi, commechè sia alle Università, se prima non abbiano ottenuta dal R. Governo la necessaria licenza.

Art. 3o. L'Anno Accademico avrà principio al solito il di 11 Novembre, e termine a tutto Giugno.

Le Lezioni cominceranno nel 12 Novembre e taceranno nelle Feste intiere, nel giorno Onomastico del Gran Duca; dal 24 Dicembre al 2 Gennaio, dal Mercoledi ultimo di Carnevale a tutto il primo Mercoledi di Quaresima, e dal Lunedi dopo la Domenica delle Palme, a tutto il Mercoledi dopo Pasqua di Resurrezione.

Art. 4o. Gli Esami di passagio e di Laurea, dovranno impreteribilmente tenersi al termine dei Corsi Universitari. Dal giorno 5 all'11 di Novembre (e più oltre occorrendo) avranno luogo quelli per i rejetti, e per i legittimamente impediti.

Gli Esami d'Ammissione possono farsi in ambedue repoche sopraccennate.

È vietato dare Esami in altri tempi, se non per gravi motivi, e previa l'annuenza del Ministre dell'Istruzione Pubblica.

Art. 5o. Le Rassegne caderanno nei giorni 8, 9, e 10 Novembre di ciascun'Anno: nel 24 Dicembre: nel 2 Gennajo: nel Mercoledi ultimo di Carnavale: nel primo giorno di Quaresima: nel Lunedi dopo la Domenica delle Palme: nel Mercoledi dopo la Pasqua di Resurrezione, e nel primo di Luglio.

Art. 6o. Sono richiamati alla più rigorosa osservanza gli Articoli 17. 18. 19. 20. 21. 22 del Regolamento del 20 Ottobre 1842.

Nel caso di applausi contemplati al predetto Articolo 22, i Professori richiameranno all'Ordine, al silenzio, alla compostezza gli Scolari, rammentando loro il divieto; cio non 

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bastando dovranno lasciar la Cattedra, lo chè porterà alla perdita dell'Anno Scolastico conforme all'Articolo 19 del Regolamento medesimo.

Sono equalmente vietate per parte degli Studenti le accompagnature numerose ai Professori, le offerte di sonetti, di fiori, di corone, e simili a tenore del citato Articolo 22 del rammentato Regolarmento.

Art. 7o. Gli attruppamenti numerosi della Scolaresca, le riunioni e le associazioni di qualunque genere, specialmente se possono turbare la quiete pubblica, sono formalmente proibite. Chiunque vi prenda parte sarà severamente punito fino alla espulsione dalla Università e dalla Città, salva sempre la procedura ordinaria quando possa occorrere.

Art. 8o. Sono espressamente vietate agli Studenti le Suppliche le Memorie, gl'Indirizzi, le Proteste e le Rimostranze in modo collettivo.

Art. 9o. Quelli Studenti che mancassero cinque volte alle chiame ingiunte dall'Articolo 17 del Regolamento del 20 Ottobre 1842, saranno considerati negligenti, ove non giustifichino senza ritardo ed in modo manifesto un legittimo impedimento.

Pisa — Dalla Cancelleria dell'I. e R. Università

li 26 Ottobre 1849.

DOTT. RAFFAELLO TORTOLINI

Presso Ranieri Prosperi Tipografo

dell'I. e R. Università

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    21. Σιδέρη, Φοιτητές Πίζας

    Babylon surgebat superba, ubi Thebae, quarum urbium magnitudinem, splendoremque miserandae nunc etiam testantur ruinae. Tu sinu Heroopolitano trajecto, per Arabiae fines progrediens Judeam, Pheniciam, Syriam excurrens, Byzantium perventus, et Graecia, olim scientiarum sede, perlustrata, in patriam reversus es. Cumque Tibi satius sit consilium non in armis sed in toga versari, cumque itinerum molestiae, difficultates, pericula, te minime terrent, quod tibi in optabis est, Russiae, Alemanniae, Galliarum et Angliae celebriores Academias adire, pergas, opto, feliciter. Plurimum enim summorum virorum consuetudo, tibi afferet utilitatis, et doctrinae.

    At vero, quid de Te dicam Nicolae Tipalde, qui e Cefalenia terra patria tua, ad nos perventus, et a bonis in Civilis jurisprudentiae studiis institutus, optimeque profectus, quo hodierno die gaudet honore Logothetus, eodem et tu gaudes, qui familiae nobilitate, et majorum gloria refulges, qui tanto scientiarum flagras amore? Proh mirum! Tu me bonas preces precatus es, ut de tuis, vel majorum laudibus, ne unum quidem proferam verbum. Votis tuis obsequar; et penitus sileam, sed hoc Tibi consequi minime datum est quod majores non sint hisce Patribus omni virtute cogniti. Etenim de Tipaldorum familia hoc eodem in loco iterum, ac saepius loquutus sum. Sia igitur, Juvenes, Bene incepta prosequimini. Patria a te, Logothete, gloriam discat; a te, Tipalde, modestiam.

    Μετάφραση*

    Επαινετικός λόγος εκφωνηθείς εν Πίσση τη 8η Απριλίου 1836 υπό του Josepho Cantinio, Ιππότου του Τάγματος των Γρηγοριανών και Ερμηνευτού των Ιερών Κανόνων. Εν τω εν Πίσση Πανεπιστημίω επί τη απονομή του Διδακτορικού Στεφάνου εις τους Επιτυχόντας Νέους.

    ——————————————

    * Οι μεταφράσεις είναι της Αλόης Σιδέρη.