Συγγραφέας:Μπόμπου - Σταμάτη, Βασιλική
 
Τίτλος:Τα καταστατικά του Σωματείου (Nazione) των Ελλήνων φοιτητών του Πανεπιστημίου της Πάδοβας (17ος-18ος αι.)
 
Τίτλος σειράς:Ιστορικό Αρχείο Ελληνικής Νεολαίας
 
Αριθμός σειράς:25
 
Τόπος έκδοσης:Αθήνα
 
Εκδότης:Γενική Γραμματεία Νέας Γενιάς
 
Έτος έκδοσης:1995
 
Σελίδες:215
 
Αριθμός τόμων:1 τόμος
 
Γλώσσα:Ελληνικά - Ιταλικά
 
Θέμα:Εκπαίδευση-Τριτοβάθμια
 
Νεανικές οργανώσεις
 
Παιδεία-Εκπαίδευση
 
Τοπική κάλυψη:Ιταλία, Πάδοβα
 
Χρονική κάλυψη:17ος-18ος αι.
 
Περίληψη:Στο βιβλίο αυτό δημοσιεύονται τα δύο καταστατικά του ελληνικού φοιτητικού Συλλόγου της Πάδοβας, της Nazione Oltramarìna όπως ονομαζόταν, που σώζονται σήμερα σε δύο χειρόγραφα, γραμμένα στην ιταλική γλώσσα. Οι Έλληνες φοιτητές του Πανεπιστημίου της Πάδοβας είχαν αποφασίσει στο τέλος της τετάρτης δεκαετίας του 18ου αι. να εκδώσουν το καταστατικό τους, αλλά η έκδοση αυτή δεν έγινε ποτέ. Στο προοίμιο του καταστατικού αυτού οι φοιτητές αναφέρονταν με ιδιαίτερη υπερηφάνεια στην καταγωγή τους: απόγονοι αυτοί του Γένους των Ελλήνων που θέσπισαν τους πιο τέλειους νόμους για την ευδαιμονία των λαών και τη Δημοκρατία, ως μέλη της Nazione των Υπερπόντιων, μιας από τις πιο ξακουστές του Πανεπιστημίου της Πάδοβας, ζούσαν σύμφωνα με δικό τους σύστημα νόμων με σύνεση και αξιοπρέπεια και εξέφραζαν έτσι μια idea alla Greca. Το Καταστατικό της Nazione Oltramarina ήταν προϊόν αποφάσεων που είχαν ωριμάσει ύστερα από τη διεξαγωγή πολλών συζητήσεων και την αντιμετώπιση ποικίλων περιπτώσεων μέσα στα χρόνια της ζωής της.
 
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ΠΡΟΣΘΗΚΗ ΓΙΑ ΤΟ ΤΑΜΕΙΟ

φ. [53r] Capitoli aggiùnti per la Cassa

et obblighi che deve aver il Cassiero

Ritrovandosi la Cassa in una totale desolazione per il pessimo governo e poca consienza de'nostri antecessori Conazionali, riuscì finalmente al zelo1 dell'illustrissimo signor Anastasio Politi 2 da Corfu dignissimo nostro Consigner Leggista unito con l'amore e benignità dell'illustrissimo Signor abate Comneno Papadopoli nostro meritissimo Presidente e consenso de'Nazionali, di por remedio alii tanti abusi intratevi. Ed avendo scoperto che la principale origine nacque dalli Sindici dell'Università Grande, nostri Conazionali, | φ.[53]V abbiamo determinato d'incominciar l'opportuno rimedio da questa parte, per chiuder la strada a quelli che avvenir ponno. Perciò abbiamo statuito che ogni qual volta alcuno de'nostri Nazionali sii eletto per Sindico dell'Università Grande, non possi avere più di ducati dieci per una volta tanto. E questi debbano servire per accresser li fuochi, volendoli; altrimenti non possi avere né pure un bezzo. Né li Nazionali per alcun mottivo possino far Parte di dargli niente di più. Ma, volendo, gli stampino un sonetto.

1. Η λ. έχει διαγραφεί με παχύ στρώμα μελάνης.

2. Οι λ. που υπογραμμίζουμε έχουν καλυφθεί επίσης με παχύ στρώμα μελάνης. Αργότερα όμως το ονοματεπώνυμο (και μόνο) έχει ξαναγραφεί από άλλο χέρι (πρβλ. και Προλεγόμενα, σ. 37 σημ. 22).

Σελ. 115
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φ.[54]r In oltre non possa ingerirsi in vernina maniera alla nostra Cassa se non come un semplice Scolaro, fuorché ballotare con due voti, giusti li nostri Statuti, Né possa presentare alcuno de'Nazionali per spupilarlo, se prima non avrà sborsato effetivamente tutto il danaro, per li tanti abusi già intrati, come si vede nella Parte li 2 giugno 1737.

Essendo dunque la Cassa l'unico ajuto della nostra Nazione, la quale senza d'essa si trovarebbe nell'occorenze φ. [54v] in gran|di e poco decorosi pericoli, abbiamo perciò determinato d'aggiungere in questo Capitolo alcuni rimedi opportuni, li qu(a)li altre volte adoperati non ebbero il loro effetto, perché non erano considerati come statutarii. Perciò vogliamo che tutto quello che in questo Capitolo s'ordinerà essere ponderato come il più necessario d'essi e sia aggiunto nel Libro delli stessi Statuti, per essere considerato come uno —anzi, il più necessario— d'essi. Li Nazionali s'intendano obbligati ad osservare questa Aggiunta insieme coi Capitoli che si proporanno, φ.[55r] dando inca|rico l'Officiali a tutti i Pupilli con proprio loro giuramento ad osservarli ed attentamente leggerli per aver piena cognizione delli affari aspettati alla nostra Nazione, e così nell'occorenze possano prevalersi.

Statutiamo dunque che la Cassa sia data a persona idonea e sicura, sicché in ogni caso possa la Nazione ricorrere con buona speranza di riaver quello che gli fosse mancato. In oltre, li Capitoli che saranno ordinati all'istesso Cassiero, sieno inviolabilmente osservati.

φ.[55ν] Vi sia una cassa, la quale debba esser serata con quattro chiavi, de'quali una sii sempre in mano del nostro Presidente ; l'altra, giusti li Statuti, la debbe tenere il Sindico della Nazione, o Secondo Consilier Artista;

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la terza la tengono li Essatori ; la quarta resti nelle mani dell'istesso Gassier: Né mai si possa apprire per cavar o porvi danaro, fuorché con queste regole:

Siene personalmente li Officiali che tengono le detti chiavi uniti con il Presidente e Consilier Leggista, passata - φ. [56r] però prima la | Parte con le solite strettezze da 12 votanti o, per grande necessità, almeno da 10, né si intenda passata se non averà dalla quarta parte le tre in favore. Ε poi, sottoscrivendosi dalli sopranominati un mandato stampato, si spedisca con il Bidello al Cassiere, acciò con tal cautela permeta che s'apri detta cassa, Né in altra maniera si possa aprire, fuorché per le spese annuali che si doveranno fare secondo il nostro Statuto, cioè Medico, Bidello, Cassiere e Sindico, Al quale Sindico - φ. [56v] non si possino dajre le lire 25 se non finita la carica, presentati giusti li conti e servitù puntuale, quando l'Inquisitori professeranno che esso abbi fatto le sue incombenze et abbi coppiato tutti li Atti della Nazione.

Non possa spupilarsi alcuno per qualunque pretesto senza aver sborsato prima effetivamente tutto il danaro. Che, se alcuno pretendesse la spupilla in credenza o con diminuzione, tal cosa non possa mai farsi né per grazia né per parcialità né per meriti milantati. Se però fosse una manifesta ed indubitabile povertà di quello che dimanderà - φ. [57r] gratis et amore Dei la spupilla della Nazione per servire al suo dottorato, in tal caso la Nazione possi spupilarlo, senza però questo tale pigli Matricola; e s'intenda per sempre escluso dalli nostri congressi, né possa aver voce attiva né passiva.

Debbano d'anno in anno li Officiali vecchi far li conti del Cassiere, ed essi franchino la Cassa; poi detto conto si consegni alii nuovi Officiali subito che sarranno elletti nell'istessa Università, con la ricevuta delli nuovi ; φ. [57v] e così da mano in mano sempre | debba farsi.

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Sieno obbligati li Esattori scriver in un libretto la summa che d'volta in volta entrerà nella Cassa ed uscirà, come li nostri antecessori sapientemente 'anno praticato.

Capitoli quali debbano esser osservati inviolabilmente dal Cassiero:

Capitolo I. Il Cassiero, per esser eletto, deve esser persona conosciuta di buoni costumi, che dia piegeria di tutto quello che fosse defettiva la Cassa, obbliglnφ.[58r] dosi 1 di | costudirla sempre serata, etiam ad casum fortuitum.

Capitolo II Che il piezzo non possi essere dipendente da Nobile veneziano né da padovano, né da persona graduita.

Capitolo III, Per aver detto offizio, non abbia speso danari.

Capitolo IV. Non permetta mai che s'apri la cassa senza aver prima un mandato stampato che gli noti la summa, sottoscritto dal Presidente, dal Consilier Leggista e dagli altri che tengono le chiavi, dovendo essere anche presenti quando si debba aprire.

φ.[58v] Capitolo V, Tenghi un libretto, e da volta in volta facci notare il Signor Consiglier Leggista la summa che sarà entrata e quella che sarà estrata.

Capitolo VI. Quando gli sarà dato comando della Nazione o dal Presidente che debba scodere qualche danaro spetante alla detta Cassa, sii come obbligato di scoderlo facendo tutto il possibile, e poi lo consegni in mano propria del Presidente.

Capitolo VII, II Gassier sia eletto in vita sua, né possa φ.[59r] la Nazione mai cavarlo senza le|gitima occassione.

1. Έτσι στο χφ.

Σελ. 118
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Capitolo ΙΙΧ, Per suo salario gli sia dato ducati dodeci da 6 e 4, li quali si daranno in due volte, da sei in sei mesi.

Di tutto questo non possi alcuno pretender né crescere né minuire cosa alcuna, ma sii obbligato d'osservarlo inviolabilmente.

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DECRETO (ΔΙΑΤΑΓΜΑ) ΤΟΥ ΔΙΟΙΚΗΤΗ ΤΗΣ ΠΑΔΟΒΑΣ

φ·[60r]  Padova li 25 giugno 1737.

L'illustrissimo et eccellentissimo Signor Capitano e Vice Podestà, sopra l'istanze umiliategli dal Signor Anastasio Polliti1 Consiglier Leggista dell'inclita Nazione Ultramarina et il Signor Zuanne Trecca Consigner Primo Artista sostituto uniti concordemente con tutti i Nazionali della medema sono convenuti a motivo di certa Parte presa nella loro Università li 23 cadente, ad effetto che la stessa Parte non servi in alcun tempo d'esempio e non abbia ad essere fatto alcun immaginabile uso che potesse derogare i loro Statuti, avuto anche un rifflesse di mantener la buona | corrispodenza ed armonia in detta Nazione (casomai che alcuno pretendesse qualche dispensa), ha decretato che per qualsisia motivo non possi de utero poner mano ne'Statuti di detta Università né esser dispensato alcuno dagli obbligli contenuti ne'Capitoli, che doveranno inviolabilmente essere in tutto e per tutto osservati et eseguiti. Qual decreto mettersi deve nel Libro degli Statuti, ed oservarsi inviolabilmente da tutti.

Nicolo Tron, A' Capitano Vice Podestà.

Il Cancelliere Pretorile,

1. Και πάλι το επώνυμο διαγράφεται με παχύ στρώμα μελάνης.

2. Η λ. αργότερα έχει διορθωθεί: dall' (sic).

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Β', ΤΟ ΚΑΤΑΣΤΑΤΙΚΟ ΤΟΥ 1737 / 1738

Σελ. 121
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Εικ. 7. Το φύλλο τίτλου του χειρογράφου S II

Σελ. 122
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STATUTO

DELLA ΝΑΖΙΟΝ OLTRAMARINA

Σελ. 123
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Εικ. 8. Η σ. 1 του χειρογράφου S II: το Προοίμιο

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Proemio 

Perché la NAZIONE OLTRAMARINA, una delle più cospicue che compongono l'alma Università dello Studio di Padova, sì per la moltitudine degli scolari come per la permanenza de'medesimi nello stesso Studio principalmente risiede nella Nazion Greca madre delle Leggi più celebri e più perfette di quante mai furono proposte a felicità de'Popoli et direzzione delle Republiche, perciò fu sempre intenzione della stessa Nazione non solamente di vivere sotto una legge propria e distinta da ogni altra, ma, di più, che la sua legge abbia tutte quelle prerogative, le quali la rendano tra tutte quelle di questo Studio singolarmente riguardevole e tale, che dirigendosi con le Regole a sé stessa proposte si esprima nel suo governo una Idea di Greca, cioè prudente, virtuosa et incontaminata Communità, A tal effetto ha ella dal suo principio il suo Statuto secondo le Parti in varie occorrenze maturamente discusse e stabilite, perché, essendo esse legitimi documenti d'una Prudenza particolarmente avvalorata dalla Esperienza di molti Casi, quindi si traessero quegli Assiomi universali, co' quali de' governarsi la Nazione.

Ma perché indarno le leggi si propongono se insieme non si propongono in modo Onde facilmente vengono alla notizia di quelli a'quali sono proposte, e sin a questo tempo lo Statuto medesimo, ristretto in un solo manuscritto conservato dal Sindico, si è reso o invisibile o visibile con difficoltà a'Nazionali, perciò replicatamente nelle nostre Università con pienezza di voti e maturità

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Εικ. 9. Η σ. 2 του χειρογράφου S II

Σελ. 126
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ΤΟ ΚΑΤΑΣΤΑΤΙΚΟ ΤΟΥ 1737/1738

di consiglio si deliberò che, riveduto dall'illustrissimo nostro Professor e Padre il Signor NICOLO abbate COMNEΝΟ PAPADOPOLI di Candia lettor publico di Sacri Canoni, sia dato alle stampe, ottenuta prima la confermazione et approvazione del nostro SERENISSIMO PRINCIPE, σ. 2 perché, avvalo|rato dalla publica autorità e posto liberamente in mano de'nostri Nazionali, possa esser da loro considerato, onde poi siino obligati con tutta esattezza osservarlo et insieme siemo pronti a difenderlo da quegli abusi, che o privatamente insorgessero o con publica Parte dell'Università nostra la malizia o trascuratezza di alcuno, com'è accaduto per lo passato, tentasse corromperlo.

In esecuzione dunque delle deliberazioni replicatamente prese, come si è detto, dalla Nazion nostra, applicatosi alla revisione delle nostre Leggi il sopradetto nostro Signor Professore e Padre ha proposti i seguenti Capitoli ad uno ad uno al' Università OLTRAMARINA legitimamente congregata e perciò convocata, i quali nello stesso modo che furono proposti, censurati, con segreta ballotazione furono approvati, aggiungendo il decreto che sieno stampati come stanno e giacciono a publica utilità e decoro, e a manifesto testimonio del zelo che ha la nostra Nazione di vivere in Padova con quella modestia et osservanza che conviensi ad un Corpo di Gioventù, la quale, lontana dalla sua Patria, non ha altro scopo che d'arrichirsi di quelle gloriosissime merci onde possa richiamar in seno della nostra Nazione l'antica gloria, non meno delle Scienze più rimarcabili che di più nobili e venerandi Costumi.

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Εικ. 10. Η σ. 3 του χειρογράφου S II

Σελ. 128
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σ. 3 CAPITOLO I

Della Nazione e Nazionali

Per ben dirigersi una Communità è necessario ch'ella conosca se stessa e le sue parti, perché possa applicar quelle leggi che si convegono a'particolari da quali ella è composta. Per tanto la NAZION OLTRAMARINA è una delle dieci Nazioni, che nell'Università dello Studio passano sotto il nome di OLTRAMONTANE. Onde gode tutti i Privilegi che godono le altre Oltramontane, et aggregata a loro può concorrere a tutto ciò che possono le altre, notando però che, dove per alcun Privilegio speciale dato alla Nazion Germana la Nazion nostra fosse esclusa per accidenti da qualche Carica, ella per continua et immemorabile consuetudine può concorrere con le Citramontane, non essendo ragionevole ch'ella col beneficio altrui sia spogliata di ciò che le compete per Jus Commune. Che però i nostri Consiglieri procureranno che tal consuetudine, come per lo passato così in avvenire, abbia ogn'anno il suo vigore né permetteranno che sotto il loro governo punto deteriori la condizione di lei, anzi, si sforzeranno con ogni industria che le siano mantenute quelle prerogative, ïe quali in qualunque modo a lei legitimamente competono.

σ. 4 Questa Nazione comprende primieramente tutti | i Greci, cioè non solamente quel che vivono in tutto quel paese che attualmente si stima greco sì in Europa sì nell'Asia e nell'Affrica e nelle Isole, ma ancora tutti quelli di qualunque paese, che sono di rito greco e non 'anno propria determinata Nazione in quest'Academia

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In oltre abbraccia tutti quelli che d'oltramari vengono a questo Studio benché non sieno greci, purché non abbiano propria Nazione, intendendosi questi oltramarim, perché e son d'oltramare né possono con altro nome nominarsi in quest'Accademia mentre non sono delle Nazioni conosciute nello Studio di Padova. Sarà dunque incombenza de'nostri Officiali il guardar che non sia la nostra Communità pregiudicata in questo punto, come qualche volta è accadutto per la poca notizia de' nostri Statuti e delle nostre Prerogative, le quali deono perpetuamente esser considerate da quel della Banca, a fin che non restino offese le ragioni della Nazione a cui presiede.

Ciascuno di quelli che sono aggregati a questa Nazione gode tutti i Privueggi, immunità e grazie che sono concedute dalla munificenza della Serenissima Republica nostra, sì communemente a gli Scolari come particolarrnente alla nostra Nazione. Che però i nostri Nazionali procureranno di mantener nel possesso che ha delle medesime, con la modestia, rispetto et ossequio e rassegnazione alla Grandezza benefica che le ha concedute, considerando che sì come i Privilegi sono benefizii del Principe gratis, dati senza verun merito di chi li riceve, così chi li riceve de' procurar di meritarli con quelle azzioni che monstrano una riverente gratitudine verso il Benefattore.

σ. 5 Anzi, de' professar | zelo di conseguir quel fine, che a'beneficiati propone il Benefattore. E perché questo non è altro che lo studio, però a questo i nostri Nazionali seriamente si applichino. E sappiano che non saranno nella nostra Nazione considerati come tali -anzi, saranno esclusi da quegli onori che a tutti i nostri si concedono- quando con manifesta disapplicazione si saranno resi indegni d'esser considerati come Scolari Oltramarmi, i

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TO ΚΑΤΑΣΤΑΤΙΚΟ ΤΟΥ 1737/1738

quali dal nostro Principe non per altro sono stati ornati di singolarissime grazie, se non perché e suppone in loro un genio distinto alle Lettere e vuole che abbiano ogni commodità per apprenderle. Perciò a loro concede l'aver le Matricole con parzial predilezzione di settembre, e permette che si addottorino nei Collegio Veneto senza limitazione di tempo e senza quegli esami che si pratticano pel Collegio del Doumo: grazie che, sì come si debbono mantener da noi col debito ossequio e gratitudine verso chi le ha concedute, così devono godersi con quella innocenza e riguardo al non abusarsi de'favori del Principe, ch'è proprio d'animi ben disciplinati e di persone onorate.

CAPITOLO II

Delle Matricole e modo

come si debbano spedir i Mandati per esse

Pagata che avrà la solita contribuzione ciascun nostro σ. 6 Scolare, come si dirà a suo luogo, sarà capace | ipso facto di cavar la sua Matricola nel tempo determinato dalle Leggi, per goder quelle esenzioni e grazie, che in essa gli vengono concedute da'Privilegi dello Studio. Per cavar tali Matricole la Nazion nostra da suoi Mandati in istampa, autenticati con la sottoscrizzione de'nostri Offiziali.

Ma perché in queste materie possono commettersi molte frodi e la nostra Nazione, che ha sempre detestata ogn'ombra d'azzione disonorata e pregiudiziale al Principe come appare da'nostri Libri e consuetudini, vuoi esser sicura che sotto il nome suo non si possa commettere alcun inganno, perciò, venendo a stabilir una Regola sicura et incapace di frodi, doppo matura considerazione vogliamo primieramente che, prima

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di stampare i Mandati, si faccia per ciò Università ogni anno alii dieci di settembre o anche prima e si determini il numero di essi Mandati che si dovranno stampare, commettendo al Sindico nostro che chiami lo stampatore in presenza d'uno degl'illustrissimi nostri Professori, e gli ordini di stampar essi Mandati nel numero preso nell'Università e non più, e di portarli in mano d'esso signor Professor sotto pena di perder il servizio della Nazione e d'esser deferito da qualunque al Tribunale degli eccellentissimi Rettori come sospetto di frode publica. Questi Mandati li terrà il nostro Professore presso di sé, come anche il sigillo della Nazione, né permetterà che passino o quelli o questo in mano di qualunque nostro Nazionale di qualsisia grado o condizione o σ. 7 merito, essendo risolutissima intenzione dellla nostra Nazione che, in ogni caso che mai accadesse alcun inconveniente, non possa attribuirsi ad alcun nostro Nazionale.

Vogliamo di più che a 12 di settembre si faccia ogn' anno Università o quando parerà a gli Officiali prossimo il tempo delle Matricole, et in essa si veda quanti sono attualmente capaci di quelle. A quali o si rilascino nello stesso tempo i Mandati, o si faccia una lista di loro nomi sottoscritta da tutti gli Officiali nella stessa Università perché possano cavar il Mandato, II quale doverà essere sottoscritto, oltre i soliti, anche dal Professore, o Leggista o Artista, secondo che portera la Matricola che si dovrà cavare. Se poi doppo la detta Università sopravenissero altri Scolari a'quali dovesse darsi Mandato per Matricola, potendo aspettar nova Università, in essa gli si dia o il Mandato o l'ordine pel Mandato. Ma se non si potesse aspettare, possa uno degl'illustrissimi Professori nostri nelle loro professioni, o, in mancanza dell' uno l'altro, conceder il Mandato sottoscritto da'predetti,

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et in loro presenza e non altrimenti. Il qua! Mandato si doverà dare a quello per cui è rilasciato, e non ad altri. E ciò per iscansar ogni disordine imaginabile e per toglier ogni sospetto di frodi, et insieme far veder con publico attestato il zelo della nostra Nazione in materia sì delicata,

II Sindico nostro terrà registro di tutti i nomi di σ. 8 quelli, per li quali si è cavato Mandato nelle | forme qui prescritte. E questo registro o lista al primo di novembre, accompagnato da uno de'nostri Professori e da'due Consiglieri Leggista et Artista o da uno di essi mancando l'altro, lo presenti all'eccellentissimo signor Capitanio, significandogli che tanti Mandati e non più sono stati levati dalla nostra Nazione, et istando da parte della medesima che si castighi chiunque con dannabile frode avesse cavata Matricola o Mandato surrettizio e falso.

Chiunque leverà Mandato sotto qualunque pretesto in altra forma che nella descritta in questo Statuto, o in qualunque modo userà inganno o frode per ritrar Matricole a pregiudizio del Principe, segua o non segua il frodo, sia e s'intenda ipso facto escluso dalla Nazione senza speranza di essere realdito: Non possa mai più ricever Mandato dalla Nazion nostra; sia infame e casso dal nostro Libro d'Oro, notando nella cassazione la causa di essa e l'infamia del cassato ; né possa esimersi da tale cassazione, se non pagando tre volte quel che importa la contribuzione o spupilla usata nella nostra Università.

Gli Offiziaii che sapranno tentarsi ο essersi tentato di contrafar a questa Parte del nostro Statuto né denunzieranno i rei e temerarii, ipso facto siino senz'altra Università privi della loro Carica, e sieno inabili per un anno ad alcun uffizio della nostra Communità; e σ. 9 quel Nazionali, che sapranno lo stesso né avviseranno

Σελ. 133
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subito gli Offiziali e per mezo loro la Nazione, perdano e s'intendano aver perduta voce attiva e passiva per un anno, non potendo in esso intervenir a' nostri congressi né esser eletti ad alcuna Carica Ο fonzione, E gl'Inquisitori ogn'anno, prima di veder i conti della Cassa, facciano inquisizione particolarmente di questo Capitolo cercando se sia stata fatta cosa alcuna contro di esso, perché sia perpetuamente in viva e verde osservanza.

CAPITOLO III

Del Dottorato e Dottori

Essendo il fine della dimora de'nostri Nazionali in Padova il conseguimento della Laurea del Dottorato, a questa déono tutti aver mira, abilitandosi con tutta quella attenzione che il ponga in istato di riportarla gloriosamente. Per tanto sieno tutti indifferentemente obligati a studiare quelle scienze, che o in commune o in particolare sono necessarie per prender il grado in una delle due Professioni, di Leggista o Artista. Chiunque pertanto non istudierà né applicherà ad alcuna Scienza, e professandola non vi attenda, ma con manifesta inescusabile negligenza vorrà vivere in questo Studio scioperato benché sia Matricolato e provetto, non potrà ne'nostri Congressi aver o esercitar alcuna dignità et σ. 10 onore, bastando que|sta taccia a renderlo inabile et escluso da esse. Anzi, se, da'Professori nostri ammonito tre volte privatamente e dagl'Inquisitori nostri o ex uffizio o richiesti da alcuno diferito all'Università altrettante, non si emenderà, perda anche la voce attiva e passiva nelle nostre Adunaze, essendo indegno della compagnia di tanti giovani che fanno professione di Lettere chi, avvisato et ammonito, siegue per l'Ignoranza

Σελ. 134
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Αναζήτηση λέξεων και φράσεων εντός του βιβλίου: Τα καταστατικά του Σωματείου (Nazione) των Ελλήνων φοιτητών του Πανεπιστημίου της Πάδοβας (17ος-18ος αι.)
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    Ψηφιοποιημένα βιβλία
    Σελίδα: 115
    25. Μπόμπου - Σταμάτη, Καταστατικά

    ΠΡΟΣΘΗΚΗ ΓΙΑ ΤΟ ΤΑΜΕΙΟ

    φ. [53r] Capitoli aggiùnti per la Cassa

    et obblighi che deve aver il Cassiero

    Ritrovandosi la Cassa in una totale desolazione per il pessimo governo e poca consienza de'nostri antecessori Conazionali, riuscì finalmente al zelo1 dell'illustrissimo signor Anastasio Politi 2 da Corfu dignissimo nostro Consigner Leggista unito con l'amore e benignità dell'illustrissimo Signor abate Comneno Papadopoli nostro meritissimo Presidente e consenso de'Nazionali, di por remedio alii tanti abusi intratevi. Ed avendo scoperto che la principale origine nacque dalli Sindici dell'Università Grande, nostri Conazionali, | φ.[53]V abbiamo determinato d'incominciar l'opportuno rimedio da questa parte, per chiuder la strada a quelli che avvenir ponno. Perciò abbiamo statuito che ogni qual volta alcuno de'nostri Nazionali sii eletto per Sindico dell'Università Grande, non possi avere più di ducati dieci per una volta tanto. E questi debbano servire per accresser li fuochi, volendoli; altrimenti non possi avere né pure un bezzo. Né li Nazionali per alcun mottivo possino far Parte di dargli niente di più. Ma, volendo, gli stampino un sonetto.

    1. Η λ. έχει διαγραφεί με παχύ στρώμα μελάνης.

    2. Οι λ. που υπογραμμίζουμε έχουν καλυφθεί επίσης με παχύ στρώμα μελάνης. Αργότερα όμως το ονοματεπώνυμο (και μόνο) έχει ξαναγραφεί από άλλο χέρι (πρβλ. και Προλεγόμενα, σ. 37 σημ. 22).