Συγγραφέας:Μπόμπου - Σταμάτη, Βασιλική
 
Τίτλος:Τα καταστατικά του Σωματείου (Nazione) των Ελλήνων φοιτητών του Πανεπιστημίου της Πάδοβας (17ος-18ος αι.)
 
Τίτλος σειράς:Ιστορικό Αρχείο Ελληνικής Νεολαίας
 
Αριθμός σειράς:25
 
Τόπος έκδοσης:Αθήνα
 
Εκδότης:Γενική Γραμματεία Νέας Γενιάς
 
Έτος έκδοσης:1995
 
Σελίδες:215
 
Αριθμός τόμων:1 τόμος
 
Γλώσσα:Ελληνικά - Ιταλικά
 
Θέμα:Εκπαίδευση-Τριτοβάθμια
 
Νεανικές οργανώσεις
 
Παιδεία-Εκπαίδευση
 
Τοπική κάλυψη:Ιταλία, Πάδοβα
 
Χρονική κάλυψη:17ος-18ος αι.
 
Περίληψη:Στο βιβλίο αυτό δημοσιεύονται τα δύο καταστατικά του ελληνικού φοιτητικού Συλλόγου της Πάδοβας, της Nazione Oltramarìna όπως ονομαζόταν, που σώζονται σήμερα σε δύο χειρόγραφα, γραμμένα στην ιταλική γλώσσα. Οι Έλληνες φοιτητές του Πανεπιστημίου της Πάδοβας είχαν αποφασίσει στο τέλος της τετάρτης δεκαετίας του 18ου αι. να εκδώσουν το καταστατικό τους, αλλά η έκδοση αυτή δεν έγινε ποτέ. Στο προοίμιο του καταστατικού αυτού οι φοιτητές αναφέρονταν με ιδιαίτερη υπερηφάνεια στην καταγωγή τους: απόγονοι αυτοί του Γένους των Ελλήνων που θέσπισαν τους πιο τέλειους νόμους για την ευδαιμονία των λαών και τη Δημοκρατία, ως μέλη της Nazione των Υπερπόντιων, μιας από τις πιο ξακουστές του Πανεπιστημίου της Πάδοβας, ζούσαν σύμφωνα με δικό τους σύστημα νόμων με σύνεση και αξιοπρέπεια και εξέφραζαν έτσι μια idea alla Greca. Το Καταστατικό της Nazione Oltramarina ήταν προϊόν αποφάσεων που είχαν ωριμάσει ύστερα από τη διεξαγωγή πολλών συζητήσεων και την αντιμετώπιση ποικίλων περιπτώσεων μέσα στα χρόνια της ζωής της.
 
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STATUTO

DELLA ΝΑΖΙΟΝ OLTRAMARINA

Σελ. 123
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Εικ. 8. Η σ. 1 του χειρογράφου S II: το Προοίμιο

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Proemio 

Perché la NAZIONE OLTRAMARINA, una delle più cospicue che compongono l'alma Università dello Studio di Padova, sì per la moltitudine degli scolari come per la permanenza de'medesimi nello stesso Studio principalmente risiede nella Nazion Greca madre delle Leggi più celebri e più perfette di quante mai furono proposte a felicità de'Popoli et direzzione delle Republiche, perciò fu sempre intenzione della stessa Nazione non solamente di vivere sotto una legge propria e distinta da ogni altra, ma, di più, che la sua legge abbia tutte quelle prerogative, le quali la rendano tra tutte quelle di questo Studio singolarmente riguardevole e tale, che dirigendosi con le Regole a sé stessa proposte si esprima nel suo governo una Idea di Greca, cioè prudente, virtuosa et incontaminata Communità, A tal effetto ha ella dal suo principio il suo Statuto secondo le Parti in varie occorrenze maturamente discusse e stabilite, perché, essendo esse legitimi documenti d'una Prudenza particolarmente avvalorata dalla Esperienza di molti Casi, quindi si traessero quegli Assiomi universali, co' quali de' governarsi la Nazione.

Ma perché indarno le leggi si propongono se insieme non si propongono in modo Onde facilmente vengono alla notizia di quelli a'quali sono proposte, e sin a questo tempo lo Statuto medesimo, ristretto in un solo manuscritto conservato dal Sindico, si è reso o invisibile o visibile con difficoltà a'Nazionali, perciò replicatamente nelle nostre Università con pienezza di voti e maturità

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Εικ. 9. Η σ. 2 του χειρογράφου S II

Σελ. 126
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ΤΟ ΚΑΤΑΣΤΑΤΙΚΟ ΤΟΥ 1737/1738

di consiglio si deliberò che, riveduto dall'illustrissimo nostro Professor e Padre il Signor NICOLO abbate COMNEΝΟ PAPADOPOLI di Candia lettor publico di Sacri Canoni, sia dato alle stampe, ottenuta prima la confermazione et approvazione del nostro SERENISSIMO PRINCIPE, σ. 2 perché, avvalo|rato dalla publica autorità e posto liberamente in mano de'nostri Nazionali, possa esser da loro considerato, onde poi siino obligati con tutta esattezza osservarlo et insieme siemo pronti a difenderlo da quegli abusi, che o privatamente insorgessero o con publica Parte dell'Università nostra la malizia o trascuratezza di alcuno, com'è accaduto per lo passato, tentasse corromperlo.

In esecuzione dunque delle deliberazioni replicatamente prese, come si è detto, dalla Nazion nostra, applicatosi alla revisione delle nostre Leggi il sopradetto nostro Signor Professore e Padre ha proposti i seguenti Capitoli ad uno ad uno al' Università OLTRAMARINA legitimamente congregata e perciò convocata, i quali nello stesso modo che furono proposti, censurati, con segreta ballotazione furono approvati, aggiungendo il decreto che sieno stampati come stanno e giacciono a publica utilità e decoro, e a manifesto testimonio del zelo che ha la nostra Nazione di vivere in Padova con quella modestia et osservanza che conviensi ad un Corpo di Gioventù, la quale, lontana dalla sua Patria, non ha altro scopo che d'arrichirsi di quelle gloriosissime merci onde possa richiamar in seno della nostra Nazione l'antica gloria, non meno delle Scienze più rimarcabili che di più nobili e venerandi Costumi.

Σελ. 127
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Εικ. 10. Η σ. 3 του χειρογράφου S II

Σελ. 128
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σ. 3 CAPITOLO I

Della Nazione e Nazionali

Per ben dirigersi una Communità è necessario ch'ella conosca se stessa e le sue parti, perché possa applicar quelle leggi che si convegono a'particolari da quali ella è composta. Per tanto la NAZION OLTRAMARINA è una delle dieci Nazioni, che nell'Università dello Studio passano sotto il nome di OLTRAMONTANE. Onde gode tutti i Privilegi che godono le altre Oltramontane, et aggregata a loro può concorrere a tutto ciò che possono le altre, notando però che, dove per alcun Privilegio speciale dato alla Nazion Germana la Nazion nostra fosse esclusa per accidenti da qualche Carica, ella per continua et immemorabile consuetudine può concorrere con le Citramontane, non essendo ragionevole ch'ella col beneficio altrui sia spogliata di ciò che le compete per Jus Commune. Che però i nostri Consiglieri procureranno che tal consuetudine, come per lo passato così in avvenire, abbia ogn'anno il suo vigore né permetteranno che sotto il loro governo punto deteriori la condizione di lei, anzi, si sforzeranno con ogni industria che le siano mantenute quelle prerogative, ïe quali in qualunque modo a lei legitimamente competono.

σ. 4 Questa Nazione comprende primieramente tutti | i Greci, cioè non solamente quel che vivono in tutto quel paese che attualmente si stima greco sì in Europa sì nell'Asia e nell'Affrica e nelle Isole, ma ancora tutti quelli di qualunque paese, che sono di rito greco e non 'anno propria determinata Nazione in quest'Academia

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In oltre abbraccia tutti quelli che d'oltramari vengono a questo Studio benché non sieno greci, purché non abbiano propria Nazione, intendendosi questi oltramarim, perché e son d'oltramare né possono con altro nome nominarsi in quest'Accademia mentre non sono delle Nazioni conosciute nello Studio di Padova. Sarà dunque incombenza de'nostri Officiali il guardar che non sia la nostra Communità pregiudicata in questo punto, come qualche volta è accadutto per la poca notizia de' nostri Statuti e delle nostre Prerogative, le quali deono perpetuamente esser considerate da quel della Banca, a fin che non restino offese le ragioni della Nazione a cui presiede.

Ciascuno di quelli che sono aggregati a questa Nazione gode tutti i Privueggi, immunità e grazie che sono concedute dalla munificenza della Serenissima Republica nostra, sì communemente a gli Scolari come particolarrnente alla nostra Nazione. Che però i nostri Nazionali procureranno di mantener nel possesso che ha delle medesime, con la modestia, rispetto et ossequio e rassegnazione alla Grandezza benefica che le ha concedute, considerando che sì come i Privilegi sono benefizii del Principe gratis, dati senza verun merito di chi li riceve, così chi li riceve de' procurar di meritarli con quelle azzioni che monstrano una riverente gratitudine verso il Benefattore.

σ. 5 Anzi, de' professar | zelo di conseguir quel fine, che a'beneficiati propone il Benefattore. E perché questo non è altro che lo studio, però a questo i nostri Nazionali seriamente si applichino. E sappiano che non saranno nella nostra Nazione considerati come tali -anzi, saranno esclusi da quegli onori che a tutti i nostri si concedono- quando con manifesta disapplicazione si saranno resi indegni d'esser considerati come Scolari Oltramarmi, i

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TO ΚΑΤΑΣΤΑΤΙΚΟ ΤΟΥ 1737/1738

quali dal nostro Principe non per altro sono stati ornati di singolarissime grazie, se non perché e suppone in loro un genio distinto alle Lettere e vuole che abbiano ogni commodità per apprenderle. Perciò a loro concede l'aver le Matricole con parzial predilezzione di settembre, e permette che si addottorino nei Collegio Veneto senza limitazione di tempo e senza quegli esami che si pratticano pel Collegio del Doumo: grazie che, sì come si debbono mantener da noi col debito ossequio e gratitudine verso chi le ha concedute, così devono godersi con quella innocenza e riguardo al non abusarsi de'favori del Principe, ch'è proprio d'animi ben disciplinati e di persone onorate.

CAPITOLO II

Delle Matricole e modo

come si debbano spedir i Mandati per esse

Pagata che avrà la solita contribuzione ciascun nostro σ. 6 Scolare, come si dirà a suo luogo, sarà capace | ipso facto di cavar la sua Matricola nel tempo determinato dalle Leggi, per goder quelle esenzioni e grazie, che in essa gli vengono concedute da'Privilegi dello Studio. Per cavar tali Matricole la Nazion nostra da suoi Mandati in istampa, autenticati con la sottoscrizzione de'nostri Offiziali.

Ma perché in queste materie possono commettersi molte frodi e la nostra Nazione, che ha sempre detestata ogn'ombra d'azzione disonorata e pregiudiziale al Principe come appare da'nostri Libri e consuetudini, vuoi esser sicura che sotto il nome suo non si possa commettere alcun inganno, perciò, venendo a stabilir una Regola sicura et incapace di frodi, doppo matura considerazione vogliamo primieramente che, prima

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di stampare i Mandati, si faccia per ciò Università ogni anno alii dieci di settembre o anche prima e si determini il numero di essi Mandati che si dovranno stampare, commettendo al Sindico nostro che chiami lo stampatore in presenza d'uno degl'illustrissimi nostri Professori, e gli ordini di stampar essi Mandati nel numero preso nell'Università e non più, e di portarli in mano d'esso signor Professor sotto pena di perder il servizio della Nazione e d'esser deferito da qualunque al Tribunale degli eccellentissimi Rettori come sospetto di frode publica. Questi Mandati li terrà il nostro Professore presso di sé, come anche il sigillo della Nazione, né permetterà che passino o quelli o questo in mano di qualunque nostro Nazionale di qualsisia grado o condizione o σ. 7 merito, essendo risolutissima intenzione dellla nostra Nazione che, in ogni caso che mai accadesse alcun inconveniente, non possa attribuirsi ad alcun nostro Nazionale.

Vogliamo di più che a 12 di settembre si faccia ogn' anno Università o quando parerà a gli Officiali prossimo il tempo delle Matricole, et in essa si veda quanti sono attualmente capaci di quelle. A quali o si rilascino nello stesso tempo i Mandati, o si faccia una lista di loro nomi sottoscritta da tutti gli Officiali nella stessa Università perché possano cavar il Mandato, II quale doverà essere sottoscritto, oltre i soliti, anche dal Professore, o Leggista o Artista, secondo che portera la Matricola che si dovrà cavare. Se poi doppo la detta Università sopravenissero altri Scolari a'quali dovesse darsi Mandato per Matricola, potendo aspettar nova Università, in essa gli si dia o il Mandato o l'ordine pel Mandato. Ma se non si potesse aspettare, possa uno degl'illustrissimi Professori nostri nelle loro professioni, o, in mancanza dell' uno l'altro, conceder il Mandato sottoscritto da'predetti,

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et in loro presenza e non altrimenti. Il qua! Mandato si doverà dare a quello per cui è rilasciato, e non ad altri. E ciò per iscansar ogni disordine imaginabile e per toglier ogni sospetto di frodi, et insieme far veder con publico attestato il zelo della nostra Nazione in materia sì delicata,

II Sindico nostro terrà registro di tutti i nomi di σ. 8 quelli, per li quali si è cavato Mandato nelle | forme qui prescritte. E questo registro o lista al primo di novembre, accompagnato da uno de'nostri Professori e da'due Consiglieri Leggista et Artista o da uno di essi mancando l'altro, lo presenti all'eccellentissimo signor Capitanio, significandogli che tanti Mandati e non più sono stati levati dalla nostra Nazione, et istando da parte della medesima che si castighi chiunque con dannabile frode avesse cavata Matricola o Mandato surrettizio e falso.

Chiunque leverà Mandato sotto qualunque pretesto in altra forma che nella descritta in questo Statuto, o in qualunque modo userà inganno o frode per ritrar Matricole a pregiudizio del Principe, segua o non segua il frodo, sia e s'intenda ipso facto escluso dalla Nazione senza speranza di essere realdito: Non possa mai più ricever Mandato dalla Nazion nostra; sia infame e casso dal nostro Libro d'Oro, notando nella cassazione la causa di essa e l'infamia del cassato ; né possa esimersi da tale cassazione, se non pagando tre volte quel che importa la contribuzione o spupilla usata nella nostra Università.

Gli Offiziaii che sapranno tentarsi ο essersi tentato di contrafar a questa Parte del nostro Statuto né denunzieranno i rei e temerarii, ipso facto siino senz'altra Università privi della loro Carica, e sieno inabili per un anno ad alcun uffizio della nostra Communità; e σ. 9 quel Nazionali, che sapranno lo stesso né avviseranno

Σελ. 133
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subito gli Offiziali e per mezo loro la Nazione, perdano e s'intendano aver perduta voce attiva e passiva per un anno, non potendo in esso intervenir a' nostri congressi né esser eletti ad alcuna Carica Ο fonzione, E gl'Inquisitori ogn'anno, prima di veder i conti della Cassa, facciano inquisizione particolarmente di questo Capitolo cercando se sia stata fatta cosa alcuna contro di esso, perché sia perpetuamente in viva e verde osservanza.

CAPITOLO III

Del Dottorato e Dottori

Essendo il fine della dimora de'nostri Nazionali in Padova il conseguimento della Laurea del Dottorato, a questa déono tutti aver mira, abilitandosi con tutta quella attenzione che il ponga in istato di riportarla gloriosamente. Per tanto sieno tutti indifferentemente obligati a studiare quelle scienze, che o in commune o in particolare sono necessarie per prender il grado in una delle due Professioni, di Leggista o Artista. Chiunque pertanto non istudierà né applicherà ad alcuna Scienza, e professandola non vi attenda, ma con manifesta inescusabile negligenza vorrà vivere in questo Studio scioperato benché sia Matricolato e provetto, non potrà ne'nostri Congressi aver o esercitar alcuna dignità et σ. 10 onore, bastando que|sta taccia a renderlo inabile et escluso da esse. Anzi, se, da'Professori nostri ammonito tre volte privatamente e dagl'Inquisitori nostri o ex uffizio o richiesti da alcuno diferito all'Università altrettante, non si emenderà, perda anche la voce attiva e passiva nelle nostre Adunaze, essendo indegno della compagnia di tanti giovani che fanno professione di Lettere chi, avvisato et ammonito, siegue per l'Ignoranza

Σελ. 134
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e la negligenza, madre di tutti i vizii e principio d'ogni comitela nella Scolaresca,

Non ardisca ninno de'nostri Nazionali presentarsi ali' esame del Dottorato senza farsi udire almeno una volta da uno de'nostri Professori o Leggista o Artista, secondo la sua professione, il consiglio del quale dovrà seguire e secondo esso regolarsi circa il sottentrar o no al cimento. E s'incaricano i nostri Professori - con quel rispetto che loro si de' - di riflettere all'abilità di quelli che udiranno, pregandoli ad adoperar e l'autorità e la destrezza per trattener dal medesimo cimento quel che da loro si giudicassero debboli in modo che non fossero per mantener nella publicità dell'Esame il decoro della nostra Nazione, Chiunque ardirà di andare ai cimento del Dottorato senza farsi udire dal nostro Professore, non abbia quelle prerogative che In questo Statuto si concedono a'nostri Dottori.

Ma chi, seguendo la norma delie nostre Leggi, avrà osservato quanto in questo Capitolo si è detto, sia assistito σ. 11  dalla Nazione in questa sua funzione. Che, però, nella Recita della sera avanti il Dottorato sia accompagnato da tutti i nostri Nazionali, avvisati perciò o dal Bidello o dagli Esattori a quali incomberà questo uffizio, al luogo dove si farà la Récita, alla quale modestamente tutti assisteranno, accompagnandolo doppo di essa a casa. Nel giorno del Dottorato parimenti l'accompagneranno tutti al Collegio, né partiranno se non con lui, che dovranno eziandio accompagnar a casa con quella modestia e gravita che conviens! ad una Nazione sì seria. Chiunque senza légitima causa o impedimento -da giustificarsi nella prima prossima Università- ommetterà tale assistenza a'nostri Laureandi o Laureati, sia privo per un anno di voce attiva e passiva; e commettendo gli Esattori negligenza in avvisar -o far avvisar-

Σελ. 135
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i nostri e chiamarli a tale assistenza e debito accompagnamento, perdano l'utile che loro compete nelle prime due spupille, il quale sarà ipso jure applicato alla Libraria nostra, et in tal caso saranno gli Pupilli spupillati da'nostri Consiglieri, con espressione di questo stesso nella spupilla.

Ciascuno de'nostri Dottori, essendosi usato de'testi della Libraria nostra o di libri di qualunque materia, come si dirà nel Capitolo della Libraria, debba nel tempo del suo Dottorato, nel dì che farà il deposito, dar alla Libraria uno scudo d'argento di lire 9 soldi 12. E sia in σ. 12 carico degli Esattori, et in defficienza di essi (che perciò sarranno castigati1, come si è detto di sopra per la trascuragine di non chiamar all'accompagnamento del Dottorato) de'Consiglieri, di esigerlo con ogni efficacia nel modo che si dirà delle Contribuzioni o Spupille. Ma se non si fosse usato d'essi libri o per la brevità delia sua permanenza in Padova Ο per qualunque altra cagione, sia tenuto di pagar allo stesso tempo un ducato d'argento di lire 6 soldi 4, conforme è stato pratticato sempre e stabilito con molte Parti della nostra Università. E tale scudo o ducato sia applicato alla Libraria, come si dirà a suo luogo.

Pagato tal denaro, ogni Dottore nostro che rimanesse in Padova per causa di studio o prattioa, durando tal causa possa intervenir ne'nostri Congressi et in essi aver voto consultivo e decisivo, ma non mai passivo sì che possa esser eletto ad alcuna Carica della Nazione. Si eccettuano però due casi: Il primo si è quando si matricolasse in diversa professione da quella in cui ha preso il grado; qual matricolazione, perché non sia fittizia con pregiudizio de'provetti e senza utile della Nazione

1. Χφ.: gastigati

Σελ. 136
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non altramente sia e s'intenda vera e reale che pagando il Dottore ducati due da (lire) 6 e (soldi) 4 alla nostra Cassa.

L'altro caso è quando vi fosse tal mancanza di soggetti capaci delle Cariche, che a giudizio della Nazione paresse necessario il prevalersi del maturo giudizio e prattica e destrezza di qualche nostro Dottore; e allora sia ricercata la mente della Nazione con segreta ballottazione, σ. 13  in cui, delie quattro parti dell'| Università, tre vogliano e giudichino esser questo il secondo caso qui espresso ; in cui però il Dottore non potrà esser eletto in Carica che compita a professione non sua, ma solamente a quella che appartiene alla professione in cui si è addottorato, A' Dottori che entreranno nelle nostre Università tutti gli altri Scolari cedano il luogo primiero, fuori della Banca, che, rappresentando la Nazione, non de' ceder il luogo a ninno, eccetto che a'nostri Professori, Questo s'intendi nella stessa Università e fuori d'essa, quando rOffiziale fa figura publica di suo uffizio; perché fuori dell' Università, non facendo figura di loro Carica, anche quel della Banca doveranno dar la mano e mostrar singolar ossequio a'nostri Dottori; i quali in caso di urgente negozio, ad arbitrio de'signori Professori e de'Consiglieri Primi, potranno esser chiamati anche nelle Consulte, nelle quali tuttavolta avranno solamente, in tal caso, voce consultiva e non decisiva. I medesimi Dottori goderanno, stante la loro dimora in Padova a oggetto di studio o prattica, tutti i Privilegi della Nazione, dalla quale saranno assistiti come gli altri Nazionali. Ma quando essi non dimorassero in questa città a ragione di studio o prattica, sieno e s'intendano incapaci d'ogni Privilegio ed assistenza nostra.

Σελ. 137
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CAPITOLO IV

De'Protettori, Professori e numero degli Officiali

Avendo determinato ciò che si appartiene alla  σ. 14 notizia | della nostra Nazione e suoi principali Privilegi spiegandovi l'uso e dimostrandone lo scopo, è ragionevole che determiniamo quel che riguarda i membri più principali di lei.

Primieramente, non potendo la Nazione nostra aver Protettori in Padova distinti da'nostri illustrissimi Professori, si provederà di essi nella Dominante di Venezia, perché ne'suoi bisogni abbia a chi ricorrere, sì per la manutenzione de'suoi Privilegii, sì in ogn'altra sua occorrenza. Si provederà dunque la Nazione d'un solo Protettore scelto dalla Nobiltà Patrizia tra' primi e più riguardevoli Senatori e tra'più inclinati al bene di essa. Sia questo eletto dall'Università a pienissimi voti, non venendo all'elezzione se prima non si averà il suo beneplacito, e essendo prima tutti i Nazionali d'accordo. Eletto che sarà, [potrà la Nazione fargli qualche dimostratione d'ossequio che si ripeterà ogni anno in testimonio della nostra gratitudine. Et intanto]1 si spediranno due Assessori, che gli portino la Parte presa e lo supplichino del suo eccellentissimo Patrocinio. [Ogni anno gli si scriverà lettera publica delle Buone Feste]2. Ε capitando a Venezia nostri Officiali, dovranno esser a rassegnarsi a Sua Eccellenza. Et essendovi per publici affari della Nazione, non faranno cosa alcuna senza la saputa e direzzione di lui. In caso che Sua Eccellenza fosse eletto nel Magistrato degli eccellentissimi Riformatori, si pregherà

1. Το τμήμα αυτό έχει διαγραφεί εκ των υστέρων με στρώμα μελάνης.

2. Και αυτή η φράση είναι διαγραμμένη.

Σελ. 138
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con nuova Ambasciata che voglia seguir a proteggerci; né, in qualunque dignità ascenda il nostro Protettore, si lasci mai la protezzione di lui, ma sin che vive gli si presterà lo stesso ossequio.

σ. 15 Abbia di più la nostra Nazione due Professori, uno Leggista, l'altro Artista, i quali sopraintendano alii due Professori ch'essa esercita. Questi sieno sempre Professori publici et in quella Professione, all'assistenza della quale sono assunti ; e, trovandosi Professori soggetti della nostra Nazione, la ragione e la convenienza vorrà che questi si eleggano, presumendo sempre la nostra Nazione che sarà meglio e più caritatevolmente assistita da' suoi Nazionali che da altri. A questi doppo la loro elezzione darà qualche segno di ossequio la nostra Università, come si è sempre pratticato, e manderà loro in casa l'Arma della Nazione, che dovranno tener esposta ne'loro mezadi, perché si veda in essa la venerazione che professiamo ad essi illustrissimi Professori nostri; a'quali ciascuno de'Nazionali porterà ogni rispetto e riverensa in qualunque occasione, dipendendo da'loro consigli e dirigendosi con le loro esortazioni, con ferma persuasione che quanto viene da loro è a bene di tutto questo Corpo,

Perciò, avanti di far la Consulta, si comunichi con ambedue o almeno con uno di loro ciò che si vorrà proporre, per udir il parere di loro o di lui, restando tuttavia in arbitrio della Banca, udito il parer de'Professori, di proporre alla Consulta quel che li parerà.

Fatta la Consulta, si communicherà a'Professori o Professore quel che si sarà determinato ; e, volendo esser presente un di loro all'Università, si dovrà questa fare in casa sua, dove intervenendo i Professori ballotteranno con due balle. Nell'Università i Professori abbiano libertà di contradire e di correggere, quando fosse bisogno,

Σελ. 139
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σ. 16 di parlar degli | interessi della Nazione eziandio fuori delle Parti, di esigere da ciascuno la modestia e quiete. E quando qualche Nazionale con dannabile presunzione tumultuasse perdendo il rispetto al Pubiico, possa il Professore cacciarlo dall'Università, Nelle cose più gravi che succedessero si oda il parere de'nostri Professori, né si venga mai ad impegno alcuno con publica deliberazione senza sentir il loro parere, che sarà sempre consultivo come de Padri e Maestri nostri.

In oltro sieno creati dal Corpo della Nazione: Un Conseglier Leggista, che s'intenderà Capo della medesima. Due Conseglieri Artisti, Primo e Secondo, perché possano, così l'uno come gli altri, intervenire nelle Università dello Studio. Un Sindico della Nazione, che sarà anche Contradittore per mantener gli Statuti e censurar le Parti et altro, come in suo luogo si dirà. Due Esattori per riscuoter il danaro della detta Nazione, come si dirà altresì in luogo proprio; uno di essi sarà del Regno di Candia, l'altro delle Isole o da altra parte della Grecia. E tutti questi questi siano e s'intendano Offiziali e Cariche Ordinarie della Nazione, dalla medesima eletti e confermati con segreta ballotazione, et non aliter.

Sieno queste Cariche annuali, né alcuno possa esser confermato nella medesima l'anno seguente, se non in grandissima necessità di soggetto abile a quella Carica: Ben potrà pretender altro uffizio distinto dal suo, ma non mai quello che averà esercitato, se non fosse almeno trascorsa la contumacia d'un anno.

σ. 17 CAPITOLO V

Della Consulta, suo modo e condizione

Accioché la Nazion nostra per ogni minimo pretesto o occasione non abbia a convocarsi et anche perché vengano

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con più maturità considerati i negozii che 'anno a trattarsi, sia perpetuamente osservato che quelle materie, per le quali la medesima dovrà radunarsi convocando Università, sieno prima d'ogn'altro passo conferite a tutti due i Signori Professori o almeno ad uno di essi, come si è detto di sopra; quindi sieno proposti alla Banca degli Offiziali, perché in privata riduzzione, che sarà la Consulta, si prendano quelle deliberazioni che saranno stimate proprie. Queste però non possano terminarsi per essere e decretate ed eseguite senza l'intervento della Nazione, la quale non dovrà mai esser convocata, se non vien ciò prima decretato nella Consulta, per ballottazione; né mai Decreto o Parte di sorte alcuna potrà esser proposta o ballottata nell'Università nostra, se non sarà prima proposta, discorsa e maturata nella Consulta, e dal Sindico registrata nel Libro a tal effetto destinato. Se altramente si facesse, sia e s'intenda invalida l'Università, e di niun momento,

Et accioché questa privata riduzzione non abbia a farsi con quella dimora che può apportare alla Nazion σ. 18 | qualche danno, vogliamo che quelli o quello che desidera detta riduzzione, sia ο non sia Offiziale, abbia a ricercare dal Sindico che inviti la Consulta ; con questa differenza però, che, se è Offiziale quel che chiede la Consulta, possa ricercar dal Sindico che la chiami senza dargli in inscritto la cagione per cui la desidera convocata; ma se lo Scolare è privato, sia in obligo dare la sua istanza e la cosa per cui vuole la Consulta al Sindico in scrittura; et il Sindico informato, richiesto et avvisato in tal modo debba con ogni celerità possibile chiamar gli altri Offiziali ο a voce o in iscritto, o in casa o fuori di essa, per tal tempo e tal luogo, o con bidello o senza; e ciò non facendo, possa da ogn'altro Officiale convocarsi.

Se gli Offiziali tra di loro non convenissero circa il

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chiamar Università, vada in tal caso in ballottazione ; e quando la convocazione abbia meno di tre voti, non si possa chiamar l'Università; ma avendone tre, si possa e si debba. Le parti poi proposte nella Consulta, se avranno due voti prò, siano portate all'Università nostra ; e per tre volte in tempi diversi possano esser solamente proposte nella forma sudetta nella Consulta quando non passassero nella prima delle Consulte, nelle quali li Consiglieri, sì Leggista come Artista, in ogni tempo avranno a ballottare con un solo voto.

Ma se per qualche privata cospirazione non volessero σ. 19  gli Offiziaii o la Banca ricever l'istanza | del rimanente della Nazione, essendo manifesto pregiudizio della medesima, si potrà ricorrere o a tutti due i nostri Professori o almeno ad uno di essi, secondo il parer e l'autorità de'quali, quando gli Scolari Nazionali che chiedono Università passassero o arrivassero a' due terzi di tutta la Nazione, sia chiamata Università per ordine de'Professori o Professore e si proveda al publico bisogno, dovendo però ciò farsi col solito termine de tre giorni e con far sapere questo stesso Ordine a gli Offiziali ammutinati, o intimandolo in casa ove sono o personalmente col Bidello, che dovrà ubbidire quando gli verrà imposto da'Signori Professori o Professore simile officio; nel qua! caso si dovrà radunar l'Università o nel luogo solito o, quando quello venga negato o sia in esso pericolo di risse, in casa di uno de'Professori o in qualunque altro che a loro meglio paresse.

Non possano mai gli Offiziali convocare la Nazione né si possa fare Università —e fatta sia invalida— se in tutto i congregati non eccedessero il numero almen di dieci, eccetto se fosse negozio che non potesse esser differito et il differirlo partorisse notabile danno; nel che dovrà arbitrare la Prudenza almen d'uno de'nostri Signori

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